Graffiedi: «Ora tocca a me andare in gol»

Il giocatore ammette: «Quello del centravanti non è il mio ruolo ma mi adatto»
TRIESTE
Aveva iniziato il campionato da prima punta, poi ha fatto la seconda cercando di raccordare centrocampo e attacco, infine è stato anche un po’ in panchina, ma totalizzando comunque finora sette presenze su sette. Mattia Graffiedi domani al Menti ritorna a rivestire il ruolo di estremo più avanzato dell’attacco alabardato, considerata l’assenza dello squalificato Granoche. E visto che l’uruguaiano ha abituato così bene i tifosi, adesso tutti si aspettano il gol anche dall’attaccante romagnolo.


Graffiedi, domani farai nuovamente la prima punta: come vivi questa situazione da jolly offensivo?


«Credo che quello di poter ricoprire più ruoli sia solo un vantaggio: il fatto di poter fare sia la prima che la seconda punta va a mio favore, l’importante è farsi trovare pronti. Certo, quello di prima punta non è proprio il mio ruolo ed è quello dove ho giocato meno in passato, ma mi sto adattando e sto cercando di migliorare anche da questo punto di vista».


Visto che giocherai al posto di Granoche, che ne pensi dell’uruguaiano? Te l’aspettavi un inizio di stagione simile?

«Già in ritiro avevo notato che Pablo dentro l’area è uno che la porta la vede, ma che partisse con questo ritmo di gol devo dire che non me l’aspettavo. Sono contento per lui perché se lo merita, è uno che lavora sempre a testa bassa senza dire nulla. Credo sia una bella scoperta per tutti: in fondo si è parlato tanto della ricerca di un bomber, ebbene noi lo abbiamo trovato. Spero di non sentir più parlare di Fava o di Godeas, che non hanno fatto neanche la metà dei suoi gol».


A proposito di gol, quanto ti pesa il fatto di non esserti ancora sbloccato?


«Fare gol per un attaccante è fondamentale, ma da questo punto di vista sono sereno, perché fisicamente sto molto bene e sono consapevole di poter fare una buona partita. E spero che il gol arrivi il prima possibile».


Segnare potrebbe anche aiutare a giocare in maniera più sciolta e convinta?

«Quello sicuramente. La prestazione è importante, ma tutti sanno che un attaccante vive per il gol. Quando uno segna acquisisce maggior serenità e sicurezza nelle giocate, ma ripeto, l’importante è che sto bene fisicamente, da tempo non stavo così e sono fiducioso di poter fare una buona partita».


Già nell’ultima trasferta, a Pisa, solo un miracolo di Morello ti ha negato la rete, vero?

«Purtroppo in quell’occasione se la calciavo male magari la palla andava in porta. L’ho presa troppo bene e il portiere è stato molto bravo. E’ andata male, ma almeno sono andato vicino al gol, già un passo avanti rispetto alle precedenti occasioni».


A Vicenza incontrate una squadra che finora non ha ancora vinto: cosa può voler dire per voi?


«Che proprio per questo dobbiamo stare molto attenti perché è una situazione in cui siamo passati noi la scorsa settimana, visto che non eravamo mai riusciti ancora a vincere al Rocco. Quindi sappiamo benissimo come il Vicenza sta vivendo questa settimana e come si sta preparando con cura e attenzione. Dovremo essere bravi a non commettere errori, soprattutto dal punto di vista mentale e dell’atteggiamento».


Quella del Menti non è una di quelle partite in cui la prima punta rischia di restare isolata in avanti?


«Sono convinto che non faremo una partita solo difensiva, non dobbiamo stare lì ad attenderli, anche perché con questo atteggiamento prima o poi il gol lo prendi. E poi rimontare è sempre difficile, soprattutto fuori casa. Io credo invece che avrò un buon supporto sia dalla seconda punta che dai due esterni, e che dovremo attaccarli prima che lo facciano loro. E’ molto importante in questo momento per noi dare continuità al risultato positivo ottenuto contro il Mantova».

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