Handicap pesante, ma la Triestina calcio è ancora viva

La squadra di Gentilini con sette nuovi ha tenuto testa alla prima. Classifica disastrosa ma c’è ancora un margine per i playout
Ciro Esposito

TRIESTE. I numeri dell’Unione sono sempre più impietosi. Non solo per l’ultima posizione con distacco dal Piacenza m anche per i punti da rosicchiare a chi sta più in alto per evitare il -8 che cancellerebbe i play-out anche arrivando penultima.

Zero gol

E poi c’è uno zero nella casella gol segnati nelle ultime tre gare e i soli 4 punti (all’andata erano 7) raccolti nel girone di ritorno. Eppure, nonostante tutto, il tecnico Gentilini ci crede ancora e anche i giocatori in campo dimostrano di non aver sbaraccato. Per quanto visto contro la Pro Sesto la sconfitta si può anche archiviare come un incidente (leggi espulsione di Masi) di un match destinato a finire in parità. Un risultato che sostanzialmente non avrebbe cambiato la classifica. Al di là dell’esito della sfida c’è da dire che la Triestina ha giocato alla pari, finale escluso, della Pro Sesto che è diventata la prima della classe. A dir la verità era successo anche a Lignano con il Pordenone. E questo la dice lunga sull’equilibrio tra le varie formazioni in competizione in questo strano campionato nel quale solo la Triestina non ha mai avuto un guizzo inaspettato.

Nessun ottimismo

A questo punto la logica e la razionalità non possono indurre all’ottimismo. E allora ci si può appigliare disperatamente a qualche aspetto tecnico che possa ipotizzare un recupero della Triestina nelle ultime 12 giornate? L’handicap accumulato finora è pesantissimo ma l’Unione dopo il mercato di gennaio, quanto a giocatori, non è quella che le ha prese a destra e manca. Non solo c’è stato l’avvicendamento della guida tecnica conseguente alle dimissioni di Pavanel ma sono arrivati ben nove giocatori a fronte di altrettante partenze.

La formazione di Gentilini

Gentilini domenica al Rocco ha schierato una formazione di partenza con 7 nuovi protagonisti e 4 (Rocchetti, Gori, Paganini e Felicie) della vecchia guardia. Quali potenzialità può essere in grado di esprimere un gruppo con tanti innesti non ancora contaminati dal clima pesante che si è creato? E che apporto possono dare quelli della vecchia guardia da qui alla fine senza le sirene del mercato? E infine quanto può raccogliere la Triestina modificata tatticamente da Gentilini?

Lo schieramento

Finora l’arrivo di alcuni difensori e centrocampisti interditori (Celeghin), di un portiere come Matosevic e la scelta del tecnico di adottare uno schieramento più coperto, dà maggior solidità alla retroguardia. Resta evidente che non è stato risolto il problema di come fare gol. E nell’ultimo terzo scarso di torneo, per accedere ai playout, serviranno non meno di 4-5 vittorie specie negli scontri diretti: l’obiettivo è scavalcare il Piacenza e rosicchiare almeno 5 punti a chi precede gli emiliani. Non è semplice ma nemmeno impossibile per un gruppo che fa i conti con il fardello della classifica ma che sulla carta dovrebbe essere mentalmente più libero perché quella classifica non l’ha determinata. Fa bene quindi Gentilini a difendere i giocatori con l’intento personale di costruire una squadra e un gruppo che sappia reagire a qualunque situazione negativa (sconfitte o ingiustizie arbitrali).

I nuovi arrivi

Fra un paio di settimane sarà ultimato anche il processo di integrazione dei nuovi. Sarà troppo tardi? Forse, ma non ci sono alternative. E piangersi addosso non porta a nulla.

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