Humar, l’argento tricolore all’ultimo atto giovanile

Il diciottenne monfalconese della Planet Fighters cade solo in finale ai Campionati italiani di Roseto. Ora lo attende la sfida del Guanto d’Oro 2020



L’argento dopo il bronzo dello scorso anno, un percorso da applausi fino alla finale, non ancora sufficiente per strappare il titolo tricolore al campione in carica (e vice campione d’Europa), il romano Vincenzo Fiaschetti, ma quanto basta per diventare la nuova grande speranza della Planet Fighters e della boxe monfalconese.

Con il secondo posto centrato alle finali nazionali Youth di Roseto degli Abruzzi, Alessio Humar, 18 anni, conclude la sua carriera giovanile e dalla stagione 2020 potrà iniziare a pensare agli Assoluti, passando prima dal Guanto d’Oro, la manifestazione a inviti della Federboxe dedicata ai migliori Under 22 d’Italia. Del resto, difficile trovare un supermassimo (per intenderci, la stessa categoria di Paolo Vidoz) capace di abbinare forza fisica e tecnica a questi livelli nonostante la giovane età. In finale Humar ha messo paura a Fiaschetti per un round e mezzo prima di incocciare in un colpo di grande potenza dell'avversario che ha messo fine anticipatamente alla contesa.

«Gli è mancata solo la cosiddetta temperatura gara – racconta il maestro Franco Visintin, che lo ha seguito all’angolo –. Fiaschetti ha già alle spalle una quindicina di match di questo livello, Alessio non ha ancora totalmente il ritmo nelle gambe e nelle braccia, tanto più per un evento che propone quarti, semifinali e finale a tamburo battente. Sono comunque contento anche della sua prestazione in finale, ma è stato soprattutto nei quarti e in semifinale che ha impressionato, vincendo entrambi i match prima del limite».

Per motivi di lavoro Humar ha iniziato la preparazione per le finali Youth solo a settembre inoltrato e pur essendosi allenato molto bene non è riuscito a colmare del tutto la differenza di intensità con il titolato avversario, sicuramente non superiore per qualità tecniche e neppure fisiche: anzi sembra proprio essere Humar quello più futuribile dei due per il rapporto peso-potenza e l’allungo. Il classe 2001, 195cm di altezza e quasi 100kg di peso (la categoria infatti è la +91kg), è stato peraltro l’unico pugile del Triveneto in gara a Roseto, un’altra nota di merito essendo la boxe una disciplina dominata sostanzialmente dagli atleti campani e romani.

«L’obiettivo per il 2020 è sicuramente il Guanto d’Oro, ma cercheremo di farci valere anche a livello Elite – continua il maestro Franco Visintin –. Sarà fondamentale la continuità negli allenamenti».

Il bilancio della Planet Fighters per il 2019 è ancora una volta più che positivo nonostante la mancata presenza di un atleta agli Assoluti (Ciro Di Martino è stato infatti sconfitto in finale nella fase di qualificazione interregionale). «Abbiamo conquistato un’altra medaglia nazionale – conclude Visintin –: Humar prosegue la tradizione dei Tralo, dei Grusovin, dei Santacroce. Aver portato così tanti atleti diversi ai vertici tricolori in pochi anni dimostra la bontà del progetto e del lavoro societario».—



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