IL CALCIO E GLI ALLARMI IGNORATI

Il derby dei fantasmi fra azzurri e olandesi, simbolo della nobiltà perduta, sarà un motivo di rimpianto in più ma anche il modo migliore per chiudere la parentesi del lutto sportivo e guardare...

Il derby dei fantasmi fra azzurri e olandesi, simbolo della nobiltà perduta, sarà un motivo di rimpianto in più ma anche il modo migliore per chiudere la parentesi del lutto sportivo e guardare avanti. Alle spalle abbiamo un fallimento certo evitabile ma che non aggiunge granché di sostanziale al quasi niente che abbiamo saputo tenere in vita. La differenza fra questo e gli ultimi due Mondiali è che adesso siamo guardoni e prima comparse. Le parentesi di due Europei dignitosi hanno illuso quelli poco attenti; la nazionale di Gian Piero Ventura, al netto del naufragio con la Svezia, dallo scorso settembre ha saputo vincere solo con Israele e Albania, squadre che faticherebbero in Serie B. Così vien da sorridere di fronte a chi si sorprende del fatto che si parli troppo del ritorno di Mario Balotelli dopo quattro anni di esilio. Accade perché in pochi si sono fatti domande quand’era il momento, accettando che contro l’attaccante fosse messa in atto una purga staliniana decisa da un soviet di senatori andato oltre il proprio ruolo. A Mario non è stato perdonato alcunché, talvolta anche giustamente, ma cosa avrebbero detto se fosse stato lui il protagonista dell’indegna gazzarra del bidone dell’immondizia al posto del cuore? Contro Mario si sono permessi cori indegni, giustificandoli con il cazzeggio per poi scoprire che ormai siamo quasi come in Alabama.

Certo, la critica non va in campo ma una parte di essa è stata complice dei Lotiti che hanno tenuto in ostaggio il calcio. Oggi questa congrega ha poco da dire sul fatto che per far resistenza al nuovo si opponga il cartonato di Gian Carlo Abete. Ed è silente anche sulla presenza di procuratori come Mino Raiola nei ritiri azzurri; men che meno era vigile quando erano i figli di papà della Gea a farlo. Dopo questo scempio, dai vivai ancora qualcosa di decente esce ma con la Francia si è vista la differenza fra due livelli di giocatori. Certo, se poi solo Chiesa e Balotelli sembrano poter competere (e Insigne se avesse giocato) vien da chiedersi perché molti giovani sono riserve nelle big o giocano in B. Il vero problema è il domani che sarà affrontato dal buio di un pozzo nel quale stiamo scavando la melma del fondo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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