Il gioiello di Dalmasson: «Essere tra le top 8 è un premio per tutti. Adesso proviamoci»

TRIESTE L’ha già anticipato nel dopogara al Forum. Trieste nei play-off vuole continuare a stupire. Eugenio Dalmasson prepara la sua truppa per la prossima battaglia, i quarti dei play-off contro Cremona.
Dodici mesi dopo, Trieste affronta nuovamente i play-off. Ma hanno un significato diverso.
Quando eravamo in A2 arrivare ai play-off era il minimo sindacale...Eravamo tra i più forti, puntavamo alla promozione. Centrare i play-off scudetto da neopromossa è un traguardo prestigioso, un premio per tutti. Città, società, giocatori. Di solito bastavano 30 punti per essere tra le magnifiche otto. Stavolta ne sono occorsi 32 e guardate che squadre sono rimaste fuori. Bologna, Varese, Cantù, Brescia. Una concorrenza eccellente.
Nei quarti di finale Trieste affronterà Cremona. Battuta nettamente a Valmaura nemmeno troppo tempo fa.
Mi permetto di ricordare che Cremona ha vinto la Coppa Italia, è giunta seconda nella stagione regolare, ha valori autentici e due settimane fa quado si è trattato di sfidare Venezia per il secondo posto l’ha spuntata. Sa gestire le partite difficili, con poste in palio pesanti. Lo ha già dimostrato. Ci metterà a dura prova.
C’è stata una partita-chiave per Trieste in questa regular season? Quella che vi ha fatto capire che i play-off erano possibili?
Le trasferte a Desio contro Cantù e Avellino. Abbiamo capito che avremmo potuto giocarcela con tutti. Eravamo certi del nostro valore rendimento in casa dove abbiamo pure perso ma perchè abbiamo giocato oggettivamente male. In quelle due trasferte abbiamo vinto dimostrando qualcosa: contro Cantù la personalità e la sicurezza che di solito abbiamo all’Allianz Dome, ad Avellino soffrendo, ai supplementari.
In realtà anche in precedenza a Trento fino a tre minuti dalla fine stavate per fare il colpo...
Vero, però solo la vittoria regala consapevolezza e autostima. Le “belle” sconfitte servono a poco. Quando ne accusi tre di fila ti senti meno bravo, nascono i dubbi.
Trieste è reduce da 3 ko di fila ma i play-off sono un discorso a parte.
Si resetta tutto. Poche ore a disposizione, non c’è il tempo per gioie o abbattersi perchè bisogna subito pensare alla partita dopo. Tra noi e Cremona ripartiamo davvero da zero a zero.
Come si prepara una serie di incontri così ravvicinati?
Sapendo che questa è l’ultima settimana a disposizione per lavorare normalmente sia sul piano atletico che tecnico. Quando inizieranno i quarti di finale non avremo più la possibilità di allenarci, solo sedute di tattica o blando mantenimento della condizione.
Tra i singoli uno dei più in difficoltà in questo periodo è Dragić.
Un’infiammazione a un tendine della gamba operata lo ha costretto a saltare qualche allenamento facendogli perdere un po’ di serenità. Stava lavorando bene, era in crescita e lo stop lo ha innervosito.
In compenso a Milano si è visto un grande Peric.
Hrvoje può non essere un modello di continuità ma è sicuramente un giocatore importante e noi abbiamo bisogno che sia protagonista.
Trieste gioca di squadra ma nei play-off...
...Nei play-off la giocata, il talento individuale possono risolvere una partita. Ognuno deve mettere sul campo tutto quello che ha.
Essere tra le prime otto d’Italia è una vetrina formidabile per Trieste. I risultati, i 6500 all’Allianz Dome, possibile che non basti per convincere qualcuno a uscire allo scoperto per venire a investire?
Un altro posto con tanta gente attorno alla squadra non c’è. Non tocca a me dirlo ma se volessi investire in una realtà sportiva sicuramente questa è la prima che prenderei in considerazione. Anche perchè si tratta di una realtà sana, per valori e puntualità negli stipendi.
Dalmasson, ci toglie una curiosità? Meo Sacchetti, suo prossimo avversario, ha confessato di aver votato per lei come coach dell’anno. A chi è andato invece il suo voto?
A Meo Sacchetti. Ha vinto la Coppa Italia. Quindi in Italia in questa stagione è il più vincente di tutti e merita il premio.
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