Il mondo amatoriale piange Deninno, arbitro e designatore

Settandadue anni compiuti due mesi fa. Il calcio amatoriale triestino piange una delle sue figure più conosciute, Claudio Vito Deninno, arbitro e stimatissimo designatore. Nella sua vita il calcio ha sempre trovato un posto in prima fila. Aveva iniziato a giocare nella Gipo Viani, una squadra satellite del Bologna crescendo nel mito di Omar Sivori e rimanendo negli anni sempre un grande tifoso della Juventus. Poi un infortunio lo ha fatto appendere le scarpe al chiodo. Successivamente ha insegnato calcio ai giovani del Chiarbola per poi dedicarsi completamente al mondo amatoriale.
Nel 1994 ha preso per la prima volta in mano il fischietto nel Gruppo Arbitri Coppa Trieste e dopo aver diretto oltre 2000 gare è entrato nel consiglio direttivo dell’associazione, nel 2001 è diventato designatore, nel 2004 ha assunto l’incarico di vice presidente. In ogni annata designava circa 4000 arbitri per altrettante partite, un lavorone. Le sue giacchette nere le conosceva alla perfezione, e anche le squadre che giocano nei vari tornei perché doveva sempre abbinare l’arbitro giusto alla sfida in questione. Il suo compito di designatore è stato forse facilitato dal fatto che anche durante il suo lavoro nelle Ferrovie dello Stato si occupava di compilare i turni dei colleghi.
Tra una designazione e l’altra trovava anche un po’ di tempo per mettersi la divisa e scendere personalmente in campo. Claudio Deninno viveva con il telefonino sempre acceso perché di problemi potevano saltar fuori da un momento all’altro e proprio tramite il cellulare, ma anche su pc e tablet, la notizia della sua scomparsa è rimbalzata immediatamente provocando vasto cordoglio. Nell’ambiente amatoriale lo conoscevano un po’ tutti, si era fatto tanti amici. «Grazie a lui sono entrato nel gruppo arbitri - dice Antonello Brandi, un altro nome noto nell’ambiente - per me era punto di riferimento e ci frequentavamo anche al di fuori degli arbitraggi. La stima era reciproca nonostante il suo carattere piuttosto vulcanico. Lui considerava tutti gli arbitri come suoi figli, era uno che aiutava sempre tutti». Deninno fino a qualche settimana fa, fino a quando le forze gliel’hanno permesso, ha svolto ottimamente il suo compito. Si è spento mercoledi sera. —
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