Il Napoli salva in rimonta la panchina di Ancelotti Ma questa Udinese c’è
L’Udinese, tatticamente ben disposta, s’illude, poi un Napoli non trascendentale anche se dal superiore possesso palla, ne smorza gli entusiasmi con l’unica sua conclusione a rete di tutto l’incontro.
Quella del primo tempo è stata una formazione friulana che è sembrata un bambino in attesa del dono di Babbo Natale e quando questo, al 32’, è arrivato, l’ha scartato con gioia. Fino a quel punto, infatti, quella del Napoli è stata una manovra elaborata e improduttiva che i bianconeri hanno affrontato rannicchiati nella propria metà campo, con cinque difensori in linea, con zero conclusioni in porta su entrambi i fronti. Poi, appunto, il lampo che ha sbloccato l’inerzia, con la galoppata di cinquanta metri di Fofana che ha imbeccato rasoterra Lasagna nell’imbuto centrale, e il capitano, alla sua maniera, a infilare in velocità Meret in uscita.
Napoli nervoso e in confusione che a seguire ha prodotto solo un tiro altissimo di Zielinski, e Ancelotti nella ripresa a provare a risolvere l’apatia offensiva inserendo Llorente per Insigne, con gli azzurri a produrre un assalto alla diligenza più focoso che lucido e i friulani ad affidarsi alle ripartenze. Musso rimane comunque impegnato solo dall’ordinaria amministrazione, salvaguardato da una linea Maginot di cinque difensori protetti a loro volta dal filtro di Mandragora e Fofana e De Paul, al solito piuttosto fumoso, e Okaka a ricucire il gioco di rimessa. Difesa dell’Udinese che come spesso le accade si lascia però andare ad un vuoto di concentrazione quando al 24’ l’ex Zielinski s’insinua centralmente indisturbato in area e infila rasoterra sulla destra di Musso.
Alla prima conclusione in porta il Napoli va così a segno, mettendo poi ancora in affanno la difesa friulana ma collezionando solo una serie di calci d’angolo. Ancelotti, non si sa fino a quando, salva comunque la panchina e l’Udinese si accontenta di un punto buono per morale e classifica. —
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