Il team guidato da Riolfo gioca con fisicità e cattiveria e ha il miglior attacco (28)

VICENZA Dopo un mese macchiato da 4 sconfitte in 7 incontri, a novembre il motore del rilanciato Carpi ha iniziato a girar bene e nelle 4 ultime gare disputate, grazie ad altrettanti successi maturati ai danni di Ravenna, Arzignano, Fermana e Virtus Verona (seconda miglior striscia positiva da inizio torneo), si è assistito a una progressiva ascesa della formazione emiliana verso il vertice della classifica, che l’ha finora condotta al 2° posto, a 4 lunghezze dal Vicenza, in coabitazione con Sudtirol e Padova. Le armi del collettivo affidato a Giancarlo Riolfo, sono la fisicità, il carattere, la velocità e le ripartenze. In casa, al Sandro Cabassi, i biancorossi hanno guadagnato 19 punti dei 32 complessivi, collezionando 6 vittorie (Cesena, Rimini, Feralpisalò, Fano, Ravenna e Fermana), un pari (col Vicenza) e accusando un solo stop (particolarmente cocente: quello del derby col Modena). Col miglior attacco (28 gol), il 4° reparto avanzato (15 reti a referto) e il 2° miglior centrocampo incisivo (10 marcature all’attivo) del girone, il team carpigiano si distingue per caparbietà e abilità nel colpire al rientro dagli spogliatoi (14 reti sono state messe a segno nei secondi ’45 e ben 5 tra il 46’ e il 60’). Non bastasse l’aggiornato potenziale offensivo, la retroguardia rossoalabardata dovrà pure guardarsi dalle incursioni della punta centrale Vano, cecchino con ben 8 sigilli (3 di testa e 2 doppiette assestate a Cesena e Sudtirol) e della seconda punta Biasci (6 sigilli e 2 doppiette a spese di Ravenna e Fermana). Lo svantaggio iniziale non è stato recuperato 4 volte su 5, mentre il vantaggio iniziale è stato conservato col massimo risultato finale in 10 casi su 12. Con 10 uomini mandati a rete su 23 impiegati, la serranda difensiva ha incassato più colpi nella ripresa (8 reti). Tra gli ultimi 6 team per bacchettature disciplinari (36 tra cartellini gialli e rossi). —

Saverio Mirijello

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