Il tridente non basta La Juventus di Sarri ancora non decolla e paga i confronti

TORINO. Sereno sì, ma di sicuro meno felice di quanto si sperasse fino a domenica. Natale agrodolce per la Juventus dopo il ko della Supercoppa. La seconda sconfitta stagionale, ancora una volta contro la Lazio, ha scoperto vulnerabile una squadra che sembrava imbattibile.
«Abbiamo grandi responsabilità perché indossiamo una maglia pesante - spiega Miralem Pjanic -: abbiamo il dovere di essere sempre all'altezza di quel simbolo che portiamo sul petto. Quando non accade, dobbiamo metterci la faccia».
Il centrocampista bosniaco prova a gettare il cuore oltre l'ostacolo: «Dobbiamo guardare a quegli obiettivi che non possiamo permetterci di mancare». Il primo obiettivo stagionale è sfumato, ma è arrivata la qualificazione in Champions e il campionato è più che mai aperto. È allora è giusto che dopo al delusione si torni a tifare. Proprio come Lapo Elkann, cugino del presidente Andrea Agnelli, che ci ripensa dopo il duro tweet di domenica contro la sua squadra del cuore. «Siamo pronti a festeggiare nuovi successi e nuove vittorie - scrive sul social - Juve ti amo e ti amerò per sempre».
Per evitare altri inciampi, qualcosa bisogna però correggerlo. Troppo discontinua la Juve di Sarri, che fatica a reggere per tutta la partita il tridente, con un centrocampo in affanno tra infortuni, squalifiche e giocatori ai margini del progetto, come Emre Can, o spesso lontani dalla migliore condizioni, come Ramsey. Tra campionato e Supercoppa, la squadra di Inzaghi ha messo in luce le contraddizioni bianconere, trafiggendo sei volte il povero Szczesny e lasciando due soli gol all'attacco bianconero. Il confronto con la Juve dello scorso campionato è impietoso: 49 punti contro i 42 di quest'anno, 16 vittorie a 13, 34 gol segnati dalla Juventus di Allegri contro i 31 di quella di Sarri. Chi si aspettava da Sarri spettacolo e gol a grappoli è rimasto deluso. La mano dell'ex tecnico di Napoli e Chelsea fatica ancora a vedersi. E la difesa soffre: i gol subiti quest'anno sono già 17. Alla ripresa degli allenamenti, il 30 dicembre, ci sarà dunque da lavorare. De Light superato nelle gerarchie di Sarri da Demiral uno dei casi più scottanti per il tecnico, mentre dietro la scrivania si lavora a sfoltire la rosa. Con Mandzukic al Qatar, un altro pronto all'addio è Perin, destinato a ritornare al Genoa. —
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