In Coppa del mondo Martini e Buttignon si fanno onore

Sei finali A nelle specialità olimpiche, nelle quali tre medaglie d’argento (doppio pesi leggeri femminile e maschile e 4 senza maschile), e tre finali con un oro (4 di coppia pesi leggeri) in quelle non olimpiche: sono i risultati della Nazionale italiana di canottaggio all’ultima prova di Coppa del mondo nel fine settimana a Poznan, in Polonia, prima dei Mondiali di Linz in Austria, che assegneranno i pass per Tokio 2020.
Due gli atleti regionali che fanno parte della squadra assoluta: la monfalconese della Timavo Stefania Buttignon e il triestino della Canottieri Padova Simone Martini, impegnati nel doppio senior la prima e nel singolo senior il secondo. Una prova importante quella in terra polacca perché vedeva in lizza anche i Paesi più lontani, oramai di stanza nel Vecchio Continente per l’acclimatazione alla rassegna iridata dei primi di settembre. Compito arduo quello del doppio femminile di Buttignon e Gobbi, reduci dal bronzo al Campionato europeo di qualche settimana fa, con un percorso sempre al top (secondo in batteria, secondo nel recupero e quinto in semifinale, che per una manciata di secondi non concedeva al doppio azzurro l’accesso in finale A).
Una finale B di altissimo livello per Gobbi e Buttignon: Germania1 e Canada2 le due barche battistrada che gareggiavano per le posizioni dalla settima alla dodicesima, con il Canada che si faceva sotto e l’Italia che lottava per mantenere il contatto con le leader della finale. Volata negli ultimi 500 metri con la Germania che di pochissimo passa il traguardo, seguita a ruota dall’Italia che ha la meglio sul Canada piazzandosi ottava. Dichiarava la Buttignon: «Sono felice del risultato, è la mia prima Coppa del mondo e nemmeno nella mia categoria, essendo io peso leggero. Siamo state un po’ sfortunate in semifinale, ma abbiamo venduto cara la pelle nella finale B. Sono convinta che io e l’altra Stefania (Gobbi, ndr) possiamo raggiungere importanti traguardi».
Percorso arduo quello di Martini nella disciplina più affollata, il singolo, al quale il secondo posto in batteria, il terzo nel recupero e il quinto in semifinale regalano comunque un passo in avanti rispetto alla Coppa precedente e all’Europeo, consentendo allo sculler triestino di poter competere per la piazza dalla 7ima alla 14esima. Finale B contesa tra Polonia, Azerbaijan e Nuova Zelanda1 che, fino a metà gara, sono in lotta per la prima posizione mentre la barca azzurra è quinta. A 1300 metri la Nuova Zelanda1 sferra un attacco e supera la Polonia che reagisce ma non può far altro che rimanere alle spalle dei neozelandesi e davanti alla Lituania che nel frattempo si era portata avanti. Al passaggio dei 1500 Martini è sesto con la barca Kiwi in testa a tutti. Posizione che Nuova Zelanda1 tiene fino al traguardo seguita dalla Lituania e dalla Polonia mentre l’Italia chiude al sesto posto. «Sono arrivato alle gare di questa Coppa del mondo sicuramente con uno stato di forma migliore rispetto all’Europeo di Lucerna» le parole di Martini. «Sono contento di esser entrato in semifinale e aver lottato per raggiungere la finale dei grandi. Sono soddisfatto di tutte le prove disputate». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








