Inter, freddo addio a Spalletti E adesso inizia l’era Conte

Formalissimo comunicato della società per scaricare il tecnico toscano mentre i tifosi lo applaudono e invece non nascondono diffidenza verso l’ex ct
Luciano Spalletti allenatore dell' Inter
Luciano Spalletti allenatore dell' Inter

MILANO. L'era Luciano Spalletti è ufficialmente conclusa, ora può partire l'era Antonio Conte. Il cambio della guardia in casa Inter è cominciato ieri, con il freddo annuncio da parte della società nerazzurradell'esonero del tecnico toscano: oggi il protagonista sarà invece l'ex ct azzurro, che diventerà il nuovo allenatore dell’Inter.

Era una formalità, in fondo, l'addio di Spalletti. Come aveva lui stesso detto dopo la vittoria dell'Empoli, non siamo su «scherzi a parte»: le voci sull'avvicendamento in panchina che proseguono da mesi erano vere. Ora sono diventate realtà.

In pochi probabilmente però si attendevano parole così fredde nel comunicato: «FC Internazionale Milano comunica che Luciano Spalletti non ricopre più il ruolo di allenatore della Prima Squadra - si legge nella nota -. Il Club ringrazia Spalletti per il lavoro svolto e per il percorso compiuto insieme». Sicuramente più sentito l'omaggio da parte di Steven Zhang: «Un allenatore, un insegnante, un amico. Hai sempre dato il massimo, sotto la pioggia o con il sole. Questi due anni di avventura hanno significato molto per l'Inter e per me. Non dimenticheremo mai la tua dedizione a questa squadra e ti ringraziamo tutti dal profondo del cuore», ha scritto il presidente su Instagram. Parole che meglio omaggiano il tecnico nerazzurro per quanto portato a casa in queste due stagioni: due qualificazioni consecutive in Champions (mancavano dal 2011/12) fondamentali per la crescita della società, che ora può davvero puntare a tornare grande.

Più che i risultati, tuttavia, è il come li ha raggiunti il motivo per cui Spalletti va idealmente applaudito. Due annate tra promesse di mercato mancate, giocatori non sempre all'altezza in campo e fuori, voci incontrollate sui possibili sostituti. Tuttavia, nonostante l'esplosione dei casi Icardi e Nainggolan (in cui anche lui ha avuto un ruolo), è riuscito sempre a portare la nave in porto, tra mille difficoltà. Resistendo a un logoramento continuo, in cui le voci su Conte non sono quasi mai state smentite con forza mentre Spalletti difendeva fino allo strenuo la squadra dalle critiche, vivendo anche negli ultimi giorni il dramma della morte del fratello.

E forse anche per questo il tecnico ha scelto di non commentare l'esonero, contattato dall'agenzia di stampa Ansa. Non sono mancati gli errori, le sconfitte e le eliminazioni evitabili (in Europa League più che in Champions), ma il giudizio non può che essere positivo. Riconosciuto anche dalla Curva Nord: «I risultati parlano per lui in termini di serietà e professionalità. Con lui l'Inter è stata riportata nell'olimpo europeo, è stato onorevole interprete della signorilità e dei valori che vorremmo venissero rispettati da chi prenderà il suo posto».

Una frecciatina nemmeno troppo velata verso Conte. Da oggi, dopo l'annuncio ufficiale, toccherà a lui gestire la «centrifuga» Inter, come la definiva Trapattoni. A partire dal caso Icardi, uno scontro che ha portato Spalletti sempre più vicino all'addio: tocca a Conte chiudere subito il caso, tra cessione o ricucitura dei rapporti, per cominciare al meglio la sua era nerazzurra. —

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