Itala, il momento più triste nell’anno del centenario

Un salto indietro nel tempo di 34 anni. Mai così in basso dal 1985. E un'Itala San Marco Gradisca col cuore gonfio di tristezza quella che, piegata dal Costalunga, ha incontrato la sua terza retrocessione negli ultimi 7 anni (e il quarto passo del gambero in un decennio, se si conta anche la chiusura dell'esperienza fra i "pro").
Un fallimento (sportivo, s'intende) che ha molti padri e molte cause: la contrazione delle risorse, qualche scelta tecnica non andata a buon fine, un passato "ingombrante" con cui fare i conti, pochi appassionati dirigenti a tirare la carretta. In questo senso è significativo - e crudele - che il punto più basso nella storia recente sia stato toccato proprio nella stagione del centenario della società madre Itala. Quasi una beffa del destino. Un evento festeggiato in pompa magna in città, addirittura con organizzazioni differenti, il tutto mentre sul campo probabilmente la società non è mai stata così sola. Così snobbata. Così isolata.
Un paradosso che fa male ad Antonio Sangiovanni, vicepresidente e main sponsor del club. «Non ho chiuso occhio la notte pensando a quanto a parole questa società sia cara a tutti, ma nella pratica non è mai stata così sola» riflette amaro. Il presidente del sodalizio, Franco Tonon, ha convocato un direttivo per domani pomeriggio. Si farà il punto della situazione: su una stagione nata storta, sui costi di gestione, sulle scelte tecniche. Fa ancora più specie che una stagione così amara sia coincisa con il divorzio da mister Giuliano Zoratti, un decano del calcio regionale e autore delle vittorie più belle dei biancoblù. Persino lui ha detto basta, amareggiato da un calcio e da una società che evidentemente non riconosceva più. Lo scossone dell'addio al tecnico di Tarcento e l'avvicendamento con mister Sergio Comisso pareva inizialmente avere prodotto uno scatto d'orgoglio, con una lieve risalita in classifica e qualche risultato che aveva fatto sperare in una salvezza diretta. Perché si sapeva che ai play-out questa squadra avrebbe sofferto le pene dell'inferno. Troppo giovane, talentuosa sì ma assai poco "rabbiosa". Lo si è visto contro il Costalunga, formazione che ci ha messo la giusta dose di fame e combattività e con quelle armi ha avuto la meglio, rimontando (2-1 ai supplementari) l'iniziale, illusorio gol gradiscano segnato da Politti su rigore.
E ora, insomma, l'Itala è attesa dall'ennesima estate di ricostruzione. Se sarà una semplice messa in sicurezza dell'esistente o un progetto a lungo termine, per ora non è dato sapersi. Il settore giovanile è in condizione di salute discreta (con la partecipazione a categorie regionali e la recente rifondazione dell'attività di base) e da lì bisognerà ripartire. A patto di voler bene a questo club. E di essere disposti ad attendere anni prima di raccogliere nuovi frutti. —
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