Italia-Georgia: Di Natalefuori a casa sua

E se Lippi questa sera sera contro la Georgia lasciasse Di Natale in panchina? L'ipotesi è assolutamente clamorosa (si gioca a Udine, sul campo del folletto con il numero 10 sulle spalle!), ma al tempo stesso, però, non è affatto peregrina.Primo indizio. Già domenica pomeriggio Lippi ha parlato della necessità di ricorrere al turn-over: «Due partite in quattro giorni in questa fase della stagione sono troppe», ha spiegato
Antonio Di Natale
Antonio Di Natale
E se Lippi questa sera sera contro la Georgia lasciasse Di Natale in panchina? L'ipotesi è assolutamente clamorosa (si gioca a Udine, sul campo del folletto con il numero 10 sulle spalle!), ma al tempo stesso, però, non è affatto peregrina.


Primo indizio. Già domenica pomeriggio Lippi ha parlato della necessità di ricorrere al turn-over: «Due partite in quattro giorni in questa fase della stagione sono troppe» - ha spiegato. Secondo indizio. Ieri mattina, sul prato del Colaussi di Gradisca, Lippi ha provato e riprovato schemi d'attacco e, nella partitella 9 contro 9 (visti gli infortuni ormai la rosa è questa e, a proposito, al posto di Gattuso è stato chiamato Nocerino) l'attacco titolare era composto da Del Piero, Gilardino e Iaquinta. Terzo indizio. Il ds dell'Udinese Leonardi (a che titolo non si sa) si è sentito in dovere, ieri, di rilasciare alle agenzie una dichiarazione per sponsorizzare Di Natale: «Se non ci fosse stato lui - ha detto - la nazionale forse sarebbe stata accolta a Udine con un po' di freddezza». Insomma, un invito bello e buono a Lippi a non lasciare fuori Di Natale proprio davanti al suo pubblico.


Insomma, siccome Agatha Christie dice che un indizio è un indizio, due indizi rimangono due indizi ma tre indizi sono invece una prova, qua ci siamo: Di Natale potrebbe starsene inizialmente in panchina, pronto magari a fare staffetta proprio con Del Piero.


A giocare al posto di Grosso - quasi sicuramente - sarà invece un ex bianconero fresco fresco quale è Andrea Dossena, passato in estate al Liverpool. Non a caso (ecco, ritorna il gioco degli indizi) è stato spedito ieri a parlare con i giornalisti alla fine dell'allenamento. «Giocare? Beh, a me piacerebbe moltissimo, ovvio, ma il ct non ci ha ancora detto nulla sulla formazione. Pensate: io, Iaquinta e Di Natale insieme al Friuli, sarebbe bellissimo e anche il pubblico ci darebbe una grande mano». Per lui, comunque, vestire l'azzurro da titolare sarebbe il sogno che si realizza. «Quando sei alle prime armi pensi sempre al momento in cui potresti disputare la gara più affascinante , la più difficile. Ecco, adesso la partita con la Georgia sarà per me, se davvero Lippi di farmi giocare dal primo minuto, una partita davvero speciale».


Aspettando il momento in cui Lippi darà la lista degli 11, da Dossena anche un flash sulla sua nuova avventura inglese: «Diciamo la verità, per certi versi è preferibile giocare in Premier League, anche perchè in Inghilterra gli stadi sono sempre pieni. Ma rimango italiano e per lo stile di vita continuo a preferire la serie A».


E con Dossena ieri si è concesso a telecamere, microfoni e taccuini dei cronisti anche Alberto Gilardino. Un Gila che, da quando ha lasciato il Milan, sembra letteralmente rinato. Con lui, innanzitutto, un flash su sabato sera, sulle figuraccia azzurra contro Cipro: «Abbiamo affrontato un avversario che sta meglio di noi fisicamente e ci ha messo in difficoltà con la velocità dei suoi uomini, ma noi cresceremo, vedrete che mostreremo molti progressi già contro la Georgia». E contro la Georgia quasi certamente lui ci sarà, anche se, altrettanto quasi sicuramente, non al fianco di Toni. Anzi, la convivenza tra i due non è sembrata la migliore. Lui ovviamente glissa, dice che «a me va bene tutto» e che «le scelte le fa il mister». Ovvio. Quanto a Toni, «va capito, non ha giocato molto, ma resta un grandissimo giocartore. Per la nazionale e per il Bayern. Non si deve guiardare alla partita con Cipro, lui sta bene, lavora bene». E allora, provocazione: forse sarebbe meglio fare coppia con Amauri? «Noi stiamo bene così» - taglia corto.


Meglio allora parlare di lui, di questo Gilardino che a Firenze sembra aver ritrovato se stesso. «Io sto bene, sto bene nelle gambe e nella testa - aggiunge l'attaccante della Fiorentina - ho già giocato le partite dei preliminari di Champions oltre alla prima di campionato e mi sento davvero in forma». Anche perchè adesso finalmente gioca. «Beh, quando ti alleni sempre e poi stai fuori non è il massimo. Ma io credo che quando cerchi di fare bene, poi i risultati arrivano. Sì, adesso sento proprio che il futuro sia mio. Ho 26 anni e voglio ancora dire tanto. Per la Nazionale e per la Fiorentina».


Intanto, per la nazionale. Domani sera contro Cipro, sul prato del Friuli la squadra azzurra non può certo permettersi un'altra figuraccia stile Larnaca.

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