Juve ko, Lazio regina in SuperCoppa

RIAD. La Lazio ripete a Riad, anche nel punteggio, l'impresa fatta in campionato, vince la Supercoppa italiana e infligge alla Juventus di Sarri la seconda sconfitta stagionale, sottolineata con una smorfia di dolore da Cristiano Ronaldo a fine partita, mentre Simone Inzaghi esulta dicendo: «Abbiamo fatto qualcosa di magico».
Dopo le otto vittorie consecutive in Serie A, arriva il successo di Riad che vale la quinta Supercoppa nazionale per i biancocelesti. A farne le spese dopo la beffa del 2017 (Murgia segnò il gol-partita al 93') è di nuovo la Juventus, per la quale ha fatto il tifo quasi tutto il pubblico presente al “King Saud”, fra i quali tante donne, alcune senza velo, altre vestite con la maglia bianconera di Cristiano Ronaldo, idolo della folla saudita che ha spesso sottolineato con grida ogni suo tocco di palla. Una dimostrazione d'amore non ripagata: per il fuoriclasse portoghese è stata una serata di luna storta anche personale, non solo della squadra.
Così la vittoria del gruppo dell'ottimo Simone Inzaghi, nettamente superiore ai rivali a centrocampo, è stata meritata, frutto di una condotta di gara attenta. Sarri ha schierato nella formazione iniziale il tridente ma Inzaghi non ha fatto una piega. Oltretutto, i tre gioielli non hanno affatto inciso, basti pensare, oltre a CR7, a Higuain, servito poco e male e fra i peggiori in campo. Buona invece, in particolare nel primo tempo, la prestazione di Paulo Dybala, ma il numero dieci, è proprio il caso di dire, ha predicato nel deserto. Dall'altra parte ha brillato un Luis Alberto che ha stretto i denti per esserci, ha subito dopo appena nove minuti un intervento di Matuidi che forse avrebbe meritato il rosso diretto, ma poi ha preso in mano il gioco e si è dimostrato l'impeccabile direttore d'orchestra della banda laziale: da quando gioca da mezzala è rinato.
La Lazio va in vantaggio proprio con una rete del suo andaluso che scarica in porta sull'assist a rimorchio di Milinkovic. Nulla da fare per Szczesny e Juve che nei minuti successivi accusa il colpo. Poi si riprende ma raccoglie solo al 45' quando pareggia con una conclusione da rapace di Dybala che si avventa sulla respinta di Strakosha su conclusione di Ronaldo.
Nella ripresa Sarri spunta il tridente e Ramsey entra al posto di Higuain mentre nella Lazio Leiva, stanco, lascia il posto a Cataldi. Lazzari continua a creare problemi ad Alex Sandro, Lulic spinge sull'altra fascia e, lui che è uomo di coppe, al 28' segna un gol col suo piede sbagliato, il destro, con un piatto al volo dopo la spizzata di Parolo sul cross di Lazzari. I cinquanta tifosi laziali arrivati a Riad impazziscono in tribuna, la Juve comincia a temere che possa davvero finire come in campionato, la sua manovra non ha sbocchi e a nulla serve l'ingresso di Douglas Costa. Così nel recupero Cataldi trova la rete del 3-1 con una bellissima punizione, la sua specialità. e mette ko la Juve.
Per Sarri è stata una notte di riflessioni, mentre il presidente Lotito aggiunge un altro trofeo alla sua collezione.—
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