La divina Pollard ne fa 60 Ha fatto sognare Trieste riempiendo Chiarbola

TRIESTE
Quei fondamentali che hanno fatto sognare i tifosi di Trieste adesso li sta insegnando ai ragazzi di Montgomery, in Texas. LaTaunya Pollard - per tutti Tanya - ieri ha compiuto 60 anni. Non le sono mancati i messaggi di augurio ancher dall’Italia. Chi potrebbe averla dimenticata, del resto? Tanya Pollard è stata una delle più spettacolari campionesse che mai abbiano popolato i parquet italiani. A Trieste ce la ricordiamo bene. Era lei la punta di diamante del fenomeno Gefidi (poli Ledisan) che per due stagioni tra il 1983 e l’85 sfiorò l’accesso alla finale tricolore ma soprattutto riuscì a portare a Chiarbola oltre 4mila spettatori. Uno spettacolo senza precedenti che rilanciò alla grande il basket femminile.
Trieste pescò quel gioiello in California. Pollard, guardia-ala di 177 centimetri, si era laureata miglior realizzatrice del campionato universitario con California State a Long Beach. Un curriculum che convinse i dirigenti della Sgt a investire 30 mila dollari su di lei. E lei si convinse nel giro di mezza giornata di essere capitata nel posto giusto. Cominciò a farsi conoscere con bottini sempre più consistenti. E con lei la Gefidi che in realtà era un gruppo di ottimo spessore già nelle italiane (Bontempi, Pavone, Monti, Trampus, Huez, Biasi, Pegan, Gemmari, Diviacco, Del Fabbro, Tracanelli, Colomban in quel periodo) cominciò a scalare la classifica da matricola irriverente. Trieste di coach Turcinovich vide sfumare il sogno della finale scudetto cedendo in semifinale a Milano e l’anno successivo fu dolorosa la sconfitta per un punto in gara3 75-74 con Viterbo. Pollard intanto il suo posto nella storia se l’era già conquistato migliorando con 57 punti il record detenuto da Licia Toriser.
Si sarebbe superata. Rientrata negli Usa, sarebbe poi tornata in Italia a Schio ritoccando il proprio primato con 72 punti. Il 29 marzo 1987 in Famila Schio-Gragnano si sarebbe superata. Novantanove punti. Sfiorando il clamoroso centello individuale solo perchè per arrivare alla tripla cifra iniziò a forzare. Ha giocato anche ad Ancona, arrendendosi poi agli infortuni. —
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