La Farmaderbe deve sostituire la Petejan

VILLA VICENTINA. Si pone il grave problema alla Villadies Farmaderbe per il prossimo campionato, di sostituire Mateja Petejan la quale dovrà assentarsi per un quasi tutta la stagione a causa delle...

VILLA VICENTINA. Si pone il grave problema alla Villadies Farmaderbe per il prossimo campionato, di sostituire Mateja Petejan la quale dovrà assentarsi per un quasi tutta la stagione a causa delle sue esigenze di studi universitari. Atleta esperta oltre che carismatica, capitano delle Villadies in pianta stabile da 4 stagioni ricopre il ruolo di palleggiatrice tra le migliori nella categoria per il modo come lo interpreta. Anche nel corso del campionato scorso ha saputo velocizzare e vivacizzare il suo gioco con l’introduzione di nuovi schemi; la sua assenza si farà notare anche per l’esempio con il quale trascina con la tenacia e l’impegno nel corso degli allenamenti le atlete tutte facenti parte della rosa. Nel mentre continua senza sosta l’attività della Villadies Farmaderbe, sia in palestra sia riguardo all’allestimento della formazione che possa perlomeno mantenere, se non migliorare, il lusinghiero sesto posto occupato al termine dello scorso campionato, «ma di questo potremo parlare più avanti – informa il presidente del sodalizio Italo Delbianco – dopo aver risolto il problema che della Petejan, ha creato». Ed allora tutti al lavoro, ad iniziare dal ds Mannucci che ha incominciato a tessere la tela per mettere su una Farmaderbe capace di ripetere la prova dello scorso campionato. «Dovremo – continua il presidente – sostituire la Petejan con un elemento di pari valore ed esperienza onde mantenere un sestetto di pari valore con il quale affrontare gli impegni del prossimo campionato che vedrà al via cinque squadre del Friuli Venezia Giulia che potrebbero anche aumentare di numero». Essendo la regione “di confine” non dovrebbero sussistere dubbi, considerate le linee guida della Federazione di Pallavolo, sulla formazione del girone con le squadre raggruppate secondo la vicinanza.

Alberto Landi



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