La Juve doma il Pescara caricandosi per il Bayern
TORINO. Una doppietta di Vucinic e un po’ di sofferenza valgono per la Juve il 2-1 finale con il Pescara, altro mattone per lo scudetto. E la possibilità di tuffarsi subito sul sogno di rimonta con il Bayern, proprio ieri campione di Germania con sei giornate di anticipo. Quando si parla di successo sofferto, bisognerebbe rivedere la partita dei bianconeri contro gli ultimi in classifica, che ne è lo spot perfetto: non c’era pronostico, eppure i bianconeri fino all’ultimo si sono sentiti tremare le gambe contro un avversario in dieci e già praticamente retrocesso.
Alla fine però, fa +3 e mai come oggi Conte può parlare di «mattone» per lo scudetto perché in caso di non vittoria, oltre al rischio di vedere avvicinarsi troppo Napoli e Milan, le ripercussioni psicologiche sulla squadra sarebbero state pesanti. La Juve non ha deluso, pur essendo priva di pezzi da novanta come Pirlo e Marchisio, più Barzagli e Chiellini squalificati e più Giovinco, che alla mezzora è uscito per una botta al ginocchio. Ma se il Pescara non è mai pervenuto dentro l’area juventina (anche il suo gol è arrivato da fuori), c’era però un portiere, Pelizzoli, che, come spesso accade, a Torino ha voglia di fare il fenomeno, esaltato dall’avversario e dallo stadio. Pelizzoli ha preso tutto, proprio tutto e quando non ci è arrivato del tutto, è stato anche aiutato dal palo. Si è arreso solo su un rigore netto ma evitabile. Poi si è scatenato il fino a quel momento irritante Vucinic e ha messo dentro anche il bis.
Ma la Juve con le piccole non ci sta a fare pic nic: nonostante l’ora da incubo (13 conclusioni e la palla che non voleva entrare), si è concessa la distrazione fatale a 10’ dal termine, regalando lo spazio per il gol a un buon tiratore da fuori come Cascione. Al di là di questo, però, la squadra è apparsa in salute, ha corso e ragionato, insistendo come al solito troppo sul fraseggio stretto. Si è visto ancora una volta un grande Pogba, autorevole anche quando gli si danno in mano le chiavi del gioco, un discreto Asamoah e un impeccabile Marrone, al centro di una difesa inedita con Bonucci e Peluso ai lati. Quagliarella ha dimostrato di essere l’unico attaccante vero a disposizione di Conte.
Adesso sotto con il Bayern e poi, lunedì prossimo, altro grande crocevia scudetto con la Juve a Roma in casa Lazio e Milan-Napoli a San Siro.
Il programma della giornata: alle 12.30 Fiorentina - Milan; alle 15 Catania - Cagliari, Sampdoria - Palermo, Siena - Parma, Udinese Chievo; alle 20.45 Inter - Atalanta, Napoli - Genoa; domani alle 20.45 Roma - Lazio.
La classifica: Juventus 71; Napoli 59; Milan 57; Fiorentina 51; Inter e Lazio 50; Roma 47; Catania 45; Udinese 42; Parma e Cagliari 38; Bologna 37; Sampdoria e Torino 36; Chievo 35; Atalanta 34; Genoa 27; Siena 26; Palermo 24; Pescara 21.
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