La Juventina è in crisi Sepulcri: «Uno stop così rischia di essere fatale»

GORIZIA. Sono giorni amari, questi di fine febbraio, a Sant'Andrea, casa della Juventina. Amari umanamente, innanzitutto, e poi anche sportivamente. Perché se la scorsa settimana i biancorossi hanno dovuto dire addio, all'improvviso, ad un altro degli uomini che hanno segnato la sua storia, Danilo Peterin, nell'anticipo di sabato è poi arrivata altrettanto inattesa una dolorosa sconfitta casalinga per 1-0 contro il Costalunga. Un ko che fa male perché, a questo punto della stagione e con un Ronchi che non sembra avere nessuna intenzione di rallentare, rischia di mandare in frantumi i sogni di titolo della "Juve". «È così, è uno stop forse ancor più brutto di quel che sembra - ammette mister Nicola Sepulcri - Il primo posto, con sei punti da recuperare su questo Ronchi, rischia di essere andato, anche se noi non ci arrendiamo e proveremo fino alla fine a riprendere la capolista. Realisticamente parlando, però, sarà dura».
Fin qui la constatazione degli effetti della sconfitta. Sull'analisi delle causa, poi, Sepulcri è altrettanto schietto. «Cosa è successo? È stata semplicemente una giornata storta, stortissima di praticamente tutti i ragazzi - dice l'allenatore - Sembra incredibile, proprio adesso che stiamo iniziando a recuperare alcuni effettivi, siamo incappati in questa partita onestamente molto negativa. Sono cose che possono capitare, dopo 10 turni di fila senza perdere, ma purtroppo una frenata così rischia di essere fatale».
Eppure nei primi minuti la Juventina era partita con il piede giusto, all'apparenza, e la traversa a porta vuota di Bardini, su deviazione volante, sembrava il preludio al gol che invece non è mai arrivato. «Abbiamo avuto subito la sensazione che fosse una giornata nera - dice Sepulcri - E con il passare dei minuti la squadra è sembrata incapace di giocare come sa. Ora dobbiamo guardare avanti, partita dopo partita, perché Ronchi a parte stanno faticando tutte». Come detto, però, la Juventina ha soprattutto un altro motivo di sofferenza, in questi giorni. La scomparsa di Danilo Peterin, storico ex giocatore, dirigente e acceso tifoso biancorosso, al quale tutta la comunità di Sant'Andrea ha dato un commosso saluto. E la Juventina lo ricorda con una nota. «Ogni fine settimana venivi qui al campo di calcio per seguire la prima squadra o le giovanili, per le quali gioca anche il tuo amato nipote Kevin - si legge nella lettera - Ogni tifoso o amico della Juventina, se non prima, ha avuto l'occasione di conoscerti quando con la tua fisarmonica suonavi l'inno della società. Con la bandiera biancorossa e la fisarmonica hai partecipato a tutti i derby, e la settimana scorsa a Ronchi hai per l'ultima volta gridato "Dajmo Juventina". La tua dipartita lascia un vuoto, un vuoto che non sarà mai colmato, ma ci darà la carica necessaria a vincere tutti gli incontri. Ci mancherai...noi siamo i biancorossi e tu rimarrai per sempre con noi». (m.b.)
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