La Marinaresca coinvolge il palazzo E il futuro è di 300 ragazzi

TRIESTE. Un anno fa erano state le note di Gigi D’Agostino a scandire i momenti da ricordare in biancorosso.Ritmo dance, anche un po’ inflazionato, ma adattato al ritornello che reclamava quel qualcosa che «succederà». Ed è successo davvero.
Stavolta la musica che accompagna il battito di seimila cuori è quella struggente e nostrana della Marinaresca. L’hanno imparata a conoscere sui parquet della serie A grazie ai tifosi della Curva Nord al seguito della squadra, l’hanno ripresa in religioso silenzio le telecamere di Eurosport. Prima della palla a due, sull’Allianz Wall scorre il testo della Marinaresca. Effetto karaoke: l’intero palazzo si ritrova a intonarla. Non intimorisce come la mitica Verbena senese, non viene sparata a decibel pazzeschi come l’heavy metal di qualche altro campo. Ma arriva dritta al cuore.
Nell’intervallo sfilano i 300 ragazzi del settore giovanile della Pallacanestro Trieste. Una allegra e colorata invasione del parquet che rappresenta anche un messaggio. Questo è il futuro della Pallacanestro Trieste, qui in mezzo ci sono - speriamo - i Cavaliero e i Coronica di domani. Tra gli istruttori che li tengono a bada c’è il più ragazzinmo di tutti, Andrea Pecile, testimone di come si declina la triestinità sul parquet. Questo è il loro parquet, questo è il loro pubblico. E tutto questo non può finire. Non deve finire.
Nell’altra partita dei quarti Trento sfrutta il fattore campo e obbliga la Reyer Venezia a gara5. La bella si giocherà domani sera al Taliercio. Stasera invece Milano cerca in casa di ottenere la semifinale ai danni di Avellino.
R.D.
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