La Pallamano Trieste sogna con la forza della linea verde

Presentata ufficialmente la squadra che sabato esordirà in campionato L’esempio di Schina. Dukcevich conferma: «Tra due anni rivoglio l’Europa»
Lasorte Trieste 19/09/12 - PalaChiarbola, Presentazione Pallamano Trieste
Lasorte Trieste 19/09/12 - PalaChiarbola, Presentazione Pallamano Trieste

TRIESTE. La maglietta personalizzata "Klaus 50" sulle spalle a ricordare il compleanno festeggiato da poco. Ci si chiede a volte il segreto di questa Pallamano Trieste tornata alla ribalta grazie ai suoi giovani, vedere Claudio Schina sul parquet di Chiarbola lavorare con infinita pazienza con i suoi ragazzi regala tante risposte.

Anche nel giorno della presentazione ufficiale della nuova stagione, il canovaccio non cambia: entri al palaChiarbola e ti investe una ventata di gioventù. Trieste crede fortemente e investe sulla sua "cantera" consapevole che solo grazie ai suoi ragazzi può vivere il presente garantendosi il futuro. E non è un caso che l'ultimo pensiero del presidente Lo Duca sia stato dedicato proprio a Schina, il «triestino-romano al quale si deve l'esplosione del settore giovanile».

Una presentazione che ha ribadito con forza la volontà della società di lavorare per l'oggi investendo però con convinzione sul domani. Come ha ricordato Mario Dukcevich, il presidente onorario tornato a vivere con grande entusiasmo le vicende di una squadra cui negli ultimi 20 anni è rimasto comunque vicino. «Nel 1992 il marchio Principe lanciava la sfida alla pallamano italiana. Conquistati da un nucleo di ragazzi triestini, cominciammo a investire portando a casa cinque scudetti consecutivi e vincendo la nostra scommessa. Vent'anni dopo si ripropone la possibilità di partire da una base esclusivamente triestina. L'obiettivo è aspettare un paio di stagioni poi, grazie all'inserimento di due stranieri di qualità, quelli che nel calcio chiamano top player, tornare a essere protagonisti prima in Italia e dopo in Europa».

Un progetto ambizioso che Giuseppe Lo Duca ha sposato pur nella consapevolezza delle difficoltà cui la sua giovane squadra andrà incontro: «Dobbiamo crescere convinti che la strada intrapresa è quella giusta. In questa stagione partiamo senza obiettivi precisi se non dare ancora più spazio ai nostri ragazzi. La scelta di rinunciare a una colonna come Diego Modrusan va letta in questa direzione. Ci è dispiaciuto vederlo andar via ma non potevamo più tenere in tribuna una promessa come Thomas Postogna, di gran lunga il miglior portiere nelle finali nazionali under 20. Lui come gli altri dovranno essere in grado di mettersi in discussione e fare l'atteso salto di qualità in un campionato che, con la riforma e la divisioni in fasce geografiche è ancora più difficile e competitivo. Vogliamo far bene, già nell'esordio di sabato contro Cassano Magnago capiremo qualcosa di più sulla nostra stagione».

Lorenzo Gatto

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