La Triestina calcio ha una chance per trovare la continuità

TRIESTE. La vittoria esterna in casa Triestina mancava da quasi un anno. Un anno nel quale in casa alabardata è successo di tutto e continua a succedere. Un tanto basta per capire come il successo di misura nello stadio gioiellino di Zanica abbia un valore a prescindere dagli esiti contingenti di questo campionato. E poi finora la Triestina lontano dal Rocco aveva raccolto 3 punti nella gestione Bonatti, niente con Pavanel (8 sconfitte di fila) e ora 4 con l’arrivo di Gentilini. Il mezzo sorriso giunto nel bergamasco deve dare morale e speranza all’ambiente alabardato ma non cancella le difficoltà esistenti per una rimonta verso la zona play-out da realizzare in undici giornate.
Mister Gentilini
Per non cadere in tentazioni o illusioni nefaste è bene comprendere come mister Gentilini ha i suoi meriti ma non è un mago. Il tecnico ha scelto di utilizzare un assetto più coperto senza abbassare troppo la squadra per poi ripartire in contropiede. In fondo si tratta di un’ottima evoluzione di quello che aveva impostato Bonatti quest’estate. Ma non si può non sottolineare come Pavanel, che va ringraziato, abbia lasciato al suo successore un gruppo atleticamente abbastanza in salute e come soprattutto, assieme al dg Romairone, abbia suggerito di portare a Trieste (in due fasi) alcuni tasselli indispensabili per forgiare una squadra più solida e in grado di tenere il campo in terza serie andando a rimediare in parte gli handicap della rivoluzione estiva. I centrali di difesa, un mediano di interdizione ma non solo (Celeghin), un trequartista mobile e disposto al sacrificio (Tavernelli), un punta che verticalizza com Mbakogu hanno il loro peso nel nuovo scacchiere alabardato. I giocatori nel calcio fanno la differenza mentre gli allenatori devono gestire al meglio quello che hanno.
La rosa a disposizione
Gentilini, che ha parecchio di più nella rosa a sua disposizione, ha portato certamente quella leggerezza che fa parte del suo bagaglio naturale e anche di chi in fondo ha poco o quasi niente da perdere. Ad ogni modo i segnali arrivati nelle ultime partite sono quelli di una squadra ancora ben viva e che può lottare fino in fondo per evitare, anche in extremis, l’onta della discesa in D. Nella trasferta di sabato l’Unione ha avuto quel pizzico di fortuna che finora era mancato ed è stata brava a sfruttare la giornata un po’ svagata dell’allegra brigata di Biava. Insomma non c’è da farsi prendere dagli entusiasmi ma nelle ultime tre partite (era affiorato anche in precedenza con il Pordenone e contro il Novara) la Triestina ha dimostrato di essere competitiva. Poi vittorie e sconfitte sono determinate dagli episodi a maggior ragione quando una squadra, come appunto l’Unione, non è in grado di creare più di 3-4 palle gol a partita.
Continuità per incidere
Compattezza e fiducia tuttavia sono state trovate ma necessitano di continuità per incidere. Il campionato è equilibrato la Triestina deve saper sfruttare il buon vento che comincia a spirare alle sue spalle. L’Unione ha rosicchiato qualcosa a quelle che stanno davanti e ha il compito di assottigliare ancora il gap prima del rush finale con tre scontri diretti. Se riuscisse a limitare i danni all’Euganeo e poi battere la Juve al Rocco quasi certamente potrebbe contare su un tifo ritrovato che può diventare decisivo per la salvezza.
Confidando che i vertici societari non creino (volontariamente o meno) degli ostacoli a un percorso di cui si vede un albore.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








