La Triestina si salva su rigore
Dopo il gol di Zampagna, Ardemagni sbaglia un primo penalty. Anche due espulsioni
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TRIESTINA1
SASSUOLO1
MARCATORI:
MARCATORI:
st 6’ Zampagna, 39’ Princivalli (r.).
TRIESTINA (4-4-2):
Agazzi, Cacciatore, Cottafava, Minelli, Rullo, Antonelli (st 34’ Cia), Allegretti, Gorgone (st 34’ Princivalli), Testini, Figoli (st 34’ Lima), Ardemagni. All. Maran.
SASSUOLO (4-3-3):
Bressan, Rea, Andreolli, Anselmi, Donazzan, Poli (st 32’ Jidayl), Masucci, Salvetti (st 12’ Fusani), Pensaldini, Zampagna, Noselli (st 18’ Filkor). All. Mandorlini.
ARBITRO:
Celi di Campobasso. NOTE: espulsi Pensalfini per somma di ammonizioni e Minelli per gioco falloso. Spettatori: 4.992.
TRIESTE
Con una mossa disperata, che assomigliava tanto a quella del giocatore di poker quando è costretto a cambiare quattro carte in una sola volta, Maraner (rimasto solo in panchina dopo l’allontanamento del suo capo Maran), ha raddrizzato una partita stregata, che sembrava ormai persa. Il vice-allenatore alabardato al 34’ ha utilizzato tutti e tre i cambi: dentro i «cingolati» Princivalli, Lima e Cia e fuori Figoli, Antonelli e Gorgone. Per dare una scossa. Una mossa che tra gli spalti ha suscitato anche non poca ilarità visto che il difensore centrale andorrano è stato mandato a fare il secondo centravanti a fianco di Ardemagni come ai tempi di Tonellotto.
Ma proprio Lima si è guadagnato il rigore dell’ 1-1 che poi Princivalli, quello che ha più coraggio di tutti (un po’ come Gennari nello spareggio di Lucca) ha trasformato mettendo fine a un piccolo incubo. Un pareggio che ha reso sicuramente giustizia a una Triestina che per volume di gioco svolto e per occasione costruite, non meritava di perdere. Anzi. Resta però il fatto che una squadra che è costretta a schierare un difensore in attacco, quanto a organico deve essere messa proprio male. E in effetti con Granoche, Eliakwu e Della Rocca fuori, l’Unione non aveva in panchina nemmeno una punta.
Forse prima della chiusura del mercato bisognava fare ancora uno sforzo. Dell’Unione che ha rimontato un gol al velenoso Sassuolo di Mandorlini (modulo 4-3-3) si può tuttavia solo parlare e scrivere bene: è una formazione coriacea, che ha carattere da vendere e che sfrutta alla perfezione le fasce laterali. Dopo un primo tempo promettente in cui l’undici di casa era riuscito a esaltare le qualità del portiere Bressan, abile su una punizione di Allegretti e sue due botte di Antonelli (ma c’era anche un netto rigore di Poli su Testini), tutto ha cominciato a girare storto per la Triestina nella ripresa. Al 6’ è arrivato il gol di Zampagna liberato in area da un tocco di Masucci: secco diagonale di destro. Era meglio lasciarlo in pace.
Dalla curva l’hanno beccato fin dal primo minuto, riservando qualche coro poco amichevole anche agli ex Noselli e Mandorlini. Vecchie ruggini. Alla fine Zampagna aveva tanta rabbia in corpo e l’ha sfogata tutta nell’unica nitida occasione che ha avuto. La differenza tra le due squadre sta proprio nel fatto che, in attesa del rientro di Granoche, gli emiliani hanno un vero bomber (ha messo a dura procva Cottafava e Minelli) e la Triestina no. Neanche quando la Triestina è rimasta in superiorità numerica per l’espulsione di Pensalfini al 16’ (doppia ammonizione), non è cambiato granchè. Il Sassuolo si è tirato tutto indietro, i padroni di casa hanno continuato a spingere a testa bassa soprattutto sul binario di sinistra dove Testini ha fatto il diavolo a quattro contando anche sulle sovrapposizioni di Rullo.
Ma quando davanti non hai uno stoccatore (il giovane Ardemagni ieri ha fallito la grande occasione mentre Figoli fa movimento ma parte da lontano), di solito non vai da nessuna parte. Ma per tentare di fermare Testini, la banda di Mandorlini ha dovuto ricorrere alle brutte maniere, come al 21’ quando Anselmi lo ha messo giù in area. Sul dischetto è andato Ardemagni. La suspence si è tramutata in delusione quando il centravanti ha calciato debole e centrale e la palla è finita tra le braccia di Bressan. Girava tutto male, Minelli al 27’ è stato cacciato per un fallo da ultimo uomo (qualche dubbio). Una vera battaglia che ha infiammato il pubblico, ha scaldato gli animi in campo dove gli interventi scorretti e i cartellini gialli non si contavano più.
Una tensione che ha catturato anche Maran ha mandato negli spogliatoi dall’arbitro Celi dopo che al 29’ la Triestina era andata vicinissima al pareggio con una punizione tagliata di Allegretti con Bressan che aveva miracolosamente respinto la palla con il corpo: oltre la linea ma con le braccia fuori. Nell’aria ormai c’era una marcata puzza di sconfitta quando Maraner ha mandato in campo i tre dell’Ave Maria (Lima, Princivalli e Cia), in tribuna comincia a subentrare la sfiducia. E invece dopo una deviazione sotto porta di Cottafava con la palla che si è impennata sopra la traversa, è arrivato il tanto sospirato 1-1: mischia in area e il nuovo entrato Jidayl ha rifilato un calcione a Lima nel goffo tentativo di rinviare la palla. Rigore e di nuovo panico.
Chi vuole tirare? Tutti si sono allontanati dal dischetto mentre Testini gesticolava con la panchina. Princivalli ha preso il pallone e lo ha messo sul dischetto senza esitazioni: Bressan ha intuito la direzione del suo rasoterra ma la palla gli è passata sotto la pancia e il popolo del Rocco ha così potuto esultare. Con la gara che sembra un rodeo, la famelica Triestina ha spinto ancora alla ricerca del 2-1. Il giovane Cia dal versante destro ha sparacchiato in porta senza paura ma non c’era più tempo.
Argomenti:triestina
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