«L’Acegas combatterà fino all’ultimo giorno»

TRIESTE. «Chi ci vuol bene, stia tranquillo. Due mesi e mezzo fa, dopo la partenza di Brown e Thomas, i giocatori misero per iscritto i loro sentimenti e un impegno per il resto del campionato: non si molla. E adesso rimane la convinzione di voler onorare quella promessa». Eugenio Dalmasson tasta il polso all’Acegas alla vigilia di un doppio impegno esterno, domenica a Frosinone contro Veroli e poi a Trento.
Il coach biancorosso per interpretare lo stato d’animo della squadra rimanda alla lettera aperta che i giocatori scrissero dopo la scelta societaria di rinunciare ai due Usa. Un comunicato, per chi non lo ricordasse, in cui Carra&Co garantivano la massima dedizione alla causa. Ma nella nota c’era anche altro. Un passaggio («crediamo sia umano provare amarezza per una decisione che di fatto ci priva dell’aspetto più bello del nostro sport: la possibilità di competere contro qualsiasi avversaria ad armi pari e lottare per obiettivi ambiziosi») che rivelava un senso di frustrazione.
All’epoca, tuttavia, sul fronte societario pareva di intravvedere spiragli: contatti, la ventilata possibilità di new entry nel direttivo e non venivano esclusi nemmeno eventuali rattoppi all’organico. È arrivato Diviach, in effetti, ma altre tre pedine sono andate (gli infortunati Urbani e Fall, più la rinuncia a Cantarello). Per il resto, è come se due mesi e mezzo fossero trascorsi invano. Le prospettive per il futuro che si potevano cogliere allora sono le stesse che (non) si intuiscono adesso. Anzi, nuove nubi sono apparse all’orizzonte. La solita fatidica settimana decisiva si sta lentamente consumando. O arrivano segnali oggi oppure si rimanda ancora. Veniva ipotizzato una decina di giorni fa un incontro pubblico in realtà mai convocato. E in casi come questi il silenzio che accompagna il “lavorare sottotraccia” somiglia pericolosamente al silenzio della rassegnazione.
Nel frattempo, la squadra si prepara per Veroli. Ruzzier e Mescheriakov alla fine dovrebbero partire anche se non si può scommettere sul loro impiego: il bielorusso, scampato il pericolo menisco, è comunque fermo da una decina di giorni. Gandini si è ormai abituato a convivere con il dolore, Coronica pare aver tratto giovamento dal forzato riposo. «I ragazzi hanno ancora voglia di lottare» assicura il coach. Certo, arrivasse qualche lieta novella rappresenterebbe uno stimolo non da poco...
Gli agenti, intanto, fanno il loro mestiere e sono pronti a mettersi in moto. Per discutere prolungamenti di contratto o per cercare altre vetrine per il 2014. Quale delle due strade consiglieranno agli assistiti lo suggeriranno gli sviluppi delle prossime settimane.
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