L’Alabarda rischia di non iscriversi

Tra le altre triestine retrocesse in Terza rivoluzione in casa Muglia 

TRIESTE . La triste annata delle squadre triestine nel girone D di Seconda categoria ha avuto come epilogo il massimo della disfatta, ovvero tre retrocessioni. Una quarta compagine giuliana, il Montebello Don Bosco, si è salvata dopo i play-out. Per cui al termine delle trenta giornate regolari erano quattro le triestine negli ultimi quattro posto. Ma come ripartiranno tra qualche mese? C'è chi punta alla risalita e chi invece non è ancora certo di iscriversi alla Terza categoria. Il dettaglio. Il Campanelle ha già messo sotto “contratto” quattro giocatori e conta di rivoluzionare ulteriormente la rosa con l'ingresso di tanti giovani. Confermati il tecnico Tordi, il direttore sportivo Paolucci e i dirigenti Andrea Bonadei (in qualità di addetto stampa), Massimiliano Cavalera ed Herman Vivoda. Si attende ancora le decisione di Gianni Galatà. Il Muglia Fortitudo ha visto negli scorsi mesi un'importante ristrutturazione societaria, si sono infatti insediati Rudy Palermo (presidente), Marco Lago (vice presidente) e Piero Jurissevich (direttore sportivo). L impegno e quello di ricreare a Muggia un importante polo di aggregazione giovanile e di sviluppare e migliorare il settore giovanile che deve diventare propedeutico e in funzione della Prima squadra. Tante squadre nel settore giovanile a cui si vorrebbero aggiungere due compagini di Allievi. La prima squadra riparte dal punto fermo Savic che, subentrato a stagione in corso in una situazione disperata, ha ricreato entusiasmo e sfiorato l'impresa. La rosa della Prima squadra è confermata in 14 elementi, si aggiungeranno cinque/sei giocatori e si aggregheranno quattro delle giovanili. Situazione difficile invece per l'Alabarda del vulcanico Bovino. Simpatico un ricordo della passata stagione con il suo portiere Dintignana bravo a segnare in due partite, ma curiosamente sempre contro la stessa squadra ossia la Romana. La società continuerà con l'attività del settore giovanile ma non sa se lo farà con la Prima squadra. «Da cinque anni giocavamo ad Opicina -racconta la presidententessa Barbara Dilema- sul campo dell'Esercito che però non ci aveva mai fatto stipulare il contratto rimandando sempre la firma. Eravamo comunque autorizzati a giocare dal Coni. Avevamo posizionato una casetta mobile per uso ufficio e bar ma ci hanno accusato di abusivismo e bloccato l'autorizzazione per continuare a giocare. Volevamo sanare la posizione ma senza contratto del campo non possiamo farlo. E questo contratto non possono farcelo perché stanno dismettendo l'area. A questo punto cerchiamo aiuto dalle istituzioni».

Massimo Umek

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