L'ex team manager De Benedetto: «Trieste è unica grande potenziale da sfruttare»

Parla l'ex uomo dell’Allianz: «Due anni qui mi hanno arricchito. Non ho dato tutto ciò che potevo. La città non si rende conto di quanto sia speciale»
Lasorte Trieste 17/12/18 - Il Piccolo, Aperitivo sotto Canestro, Raseni, Debenedetto
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TRIESTE Ha portato la sua esperienza e la sua professionalità all'Allianz Dome, vivendo intensamente i due anni che hanno permesso alla Pallacanestro Trieste di consolidarsi nella massima serie.

Un percorso di crescita comune che si è interrotto alla fine dello scorso giugno ma che per Marco De Benedetto, ex team manager biancorosso nelle ultime stagioni, resta ricco di momenti da ricordare. «Trieste ha puntato su di me dopo la promozione e mi ha scelto per cominciare il suo percorso in serie A - sottolinea - una dimostrazione di fiducia che mi ha appagato da una parte e responsabilizzato dall'altra. Le storie finiscono ed è finito anche il mio rapporto con la società, resta la soddisfazione di un percorso che considero positivo e che mi ha comunque arricchito. È stato bello confrontarsi con chi, in questi due anni, ha avuto la voglia e il piacere di lavorare per risolvere i problemi e condividere le gioie».

I RICORDI «I ricordi sono tanti, variegati, tutti riconducibili all'incredibile passione di una città che conoscevo ma che ha comunque saputo sorprendermi. Da avversario l'atmosfera dell’Allianz Dome mi ha sempre incusso timore, vivere le partite "dalla parte giusta" è stato coinvolgente. Il ricordo più bello? Senza dubbio il successo contro la Vanoli Cremona in gara-3 nei play-off della stagione 2018-19. Prestazione e vittoria che ci ha permesso di raccogliere i frutti del lavoro svolto in palestra e dare un senso alla stagione».

IL RAMMARICO «Difficile dirlo, credo che la cosa che mi è maggiormente dispiaciuta è stata la consapevolezza di non aver dato tutto ciò che potevo a Trieste. Il lavoro di team manager è stato senza dubbio importante, la cosa che mi lascia un po' di rammarico è che nelle difficoltà di alcuni giocatori non siamo riusciti a essere di supporto come avremmo voluto aiutandoli a crescere. Nella lettera d'addio che ho scritto qualche settimana fa ho identificato l'ultima stagione come quella della consapevolezza. Pur tra mille difficoltà ho capito ciò che voglio e non voglio essere: ecco mi piacerebbe in futuro riuscire a trovare una strada che mi permetta di sfruttare le conoscenze acquisite in anni di lavoro al servizio della pallacanestro. Parlando in generale credo che Trieste sia una città di basket clamorosa e penso non abbia del tutto la consapevolezza di questa sua unicità. Mi piacerebbe vederla sfruttare meglio il grande potenziale che esprime».

IL FUTURO «Dopo undici stagioni da dipendente, quest'anno vorrei sfruttare il tempo libero a disposizione. Non ci si improvvisa a fare scouting, per schedare i giocatori ci vuole tempo, pazienza e costanza. Poterlo fare a tempo pieno mi da la possibilità di fare un lavoro minuzioso: l'obiettivo quest'anno è fare consulenze e mettermi al servizio delle società».

LA PROSSIMA STAGIONE «Mancano i riferimenti temporali, non si è giocata la Summer League, non si sa se e quando il campionato potrà cominciare. In mezzo a tutta questa incertezza il mercato sta cominciando a delineare il volto delle squadre. Ciò che mi colpisce è che dietro alle tre grandi (Olimpia Milano, Virtus Bologna e Venezia ndr) il livello medio si è alzato prova ne sia il fatto che a oggi non vedo squadre materasso».

TORINO Nativo di Pinerolo, ex della Auxilium, parlando di Torino, Marco De Benedetto gioca in casa. «L'evoluzione degli ultimi giorni mi ha sorpreso. Credo che un personaggio come Ataman, uno dei migliori coach a livello europeo, sia credibile e possa essere un buon affare per il futuro della Reale Mutua». —

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