L’Inter ritorna subito in vetta con il poker di gol al Genoa

MILANO. Romelu Lukaku regala a Conte il più bello dei doni di Natale: il primato in classifica a suon di gol contro un piccolo Genoa, sempre più in crisi. Lukaku apre e chiude le danze, a segno Gagliardini, primo gol per baby Esposito - al debutto da titolare - che non sbaglia dagli undici metri, dopo che il belga gli aveva ceduto il pallone sul dischetto.
Poker dell'Inter, agguantata la vetta in condominio con la Juventus in un appassionante testa a testa mentre mancano due partite dalla fine del girone d'andata. Senza Brozovic, metronomo di centrocampo, priva di Lautaro, l'Inter gioca comunque bene, segna, strega il pubblico che rivolge cori polemici contro Mauro Icardi.
L'Inter, come aveva detto Conte alla vigilia, nelle difficoltà dà il meglio. Contro il Genoa gioca padrona del campo, Handanovic nel primo tempo è spettatore non pagante. I nerazzurri segnano due gol per frazione, nulla può Radu che prova a frenare l'avanzata dell'Inter salvo poi arrendersi.
I rossoblù si chiudono in difesa ma l'Inter trova il varco vincente 31': cross di Candreva che serve Lukaku lasciato libero in area di rigore, l'attaccante di testa da fermo batte Radu. I nerazzurri vogliono approfittare del momento e Lukaku dopo soli due minuti, tiene palla nell'area piccola e serve Gagliardini che, complice una deviazione, firma il 2-0. Il Genoa non reagisce e rischia anche di chiudere in 10 per un tocco di mano di Romero, già ammonito.
Per il primo squillo della squadra di Thiago Motta e la prima parata impegnativa di Handanovic bisogna aspettare l'ora di gioco con una conclusione al fil di palo di Sanabria. Ma in difesa i rossoblù soffrono tantissimo e per fermare un Gagliardini ispiratissimo, Agudelo commette fallo in area. L'arbitro assegna il penalty, Lukaku lo lascia al giovane Esposito che trasforma. Gioia incontenibile per il classe 2002 in gol al debutto da titolare. L'occasione per la doppietta di Lukaku viene rimandata solo di qualche minuto, perché il belga chiude il 2019 con una prestazione da vero leader e trovando di potenza il 4-0. Il numero 9 nerazzurro è l'idolo di San Siro che gli dedica cori a ripetizione. La partita contro il Genoa, annichilito dal poker subito e incapace di rialzare la testa, regala ai nerazzurri la consapevolezza di essere un gruppo capace di superare ogni difficoltà. Conte dimostra di saper ottenere il massimo da tutti i giocatori a disposizione e con l'ingresso in campo di Sensi alla mezzora della ripresa si guarda al 2020 con più serenità, mandando un chiaro messaggio alla Juventus: per lo scudetto ci sarà da lottare fino alla fine. —
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