Luca e Irene, fratelli in campo tra la pallamano e il calcio

TRIESTE
Dal calcio alla pallamano e ritorno. Luca e Irene Sandrin, rispettivamente terzino sinistro della Pallamano Trieste e difensore centrale della Triestina San Marco hanno compiuto negli anni il percorso inverso. Lui, con i suoi 19 anni compiuti a maggio e primogenito di una famiglia in cui lo sport ha sempre avuto un peso specifico importante, ha iniziato nel Ponziana dove per tre anni ha giocato in porta prima di trasferire armi e bagagli a Chiarbola. Lei, Irene (17 anni il prossimo 11 novembre) ha giocato per tre stagioni a pallamano prima di arrendersi al richiamo del pallone.
«Tre anni al Ponziana da portiere - racconta Luca -, poi la scelta di seguire le orme di papà e provare con la pallamano. Ho cominciato con l'under 12, ho seguito tutta la trafila delle giovanili fino ad arrivare in prima squadra».
Diverso il percorso di Irene che prima di giocare nella Triestina ha provato davvero un'infinità di sport. «Ho iniziato prestissimo con il basket - racconta - poi pallavolo, pattinaggio e tre anni di pallamano. Mancava però una squadra femminile e mi sono trovata a fare una scelta: allenarmi ma senza la possibilità di svolgere attività agonistica o cambiare strada. Ho provato con l'atletica, poi con il calcio. Prima una stagione con il Montebello Don Bosco poi il passaggio alla Triestina San Marco».
Luca, quando può, segue la sorella nelle partite casalinghe al Villaggio del Pescatore, Irene è più assidua ed è presente a Chiarbola alle partite dell'Alabarda. Un legame stretto che, sottolinea Irene, ha radici lontane. «Ricordo una delle mie prime partite con le giovanili della Pallamano Trieste. Eravamo in Slovenia e come sempre accadeva in quelle occasioni prendevamo sonore batoste. Ebbi un attimo di scoramento e stavo per mollare tutto ma fu proprio Luca a darmi la carica e a convincermi a non lasciare. Credo che questo sia uno dei lati migliori del suo carattere assieme alla capacità di socializzare con grande facilità».
Non sempre presente, dicevamo, ma certamente tifoso delle alabardate in gonnella, Luca descrive così la sorella: «Irene ha una grande determinazione, ha voluto fortemente andare a giocare a calcio e indossare la maglia della Triestina e c'è riuscita. Le invidio questo lato del carattere così come la capacità di organizzarsi tra sport e studio. In questo, devo ammetterlo, lei è certamente migliore di me».
A seguire i ragazzi e fare il tifo per loro c'è nonno Pino, ex insegnante di pallacanestro prima ai Salesiani poi alla Ginnastica Triestina. Grande orgoglio e un unico cruccio: non essere riuscito a convertire al basket nè il figlio Guido nè i due nipoti. —
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