L’Uefa mette paura a Real e Barcellona Oggi l’esecutivo
Il primo punto in agenda per l’esecutivo Uefa di oggi è l’Europeo e almeno si potrebbe rifiatare dopo quattro giorni feroci, ma anche nella discussione su come sostituire le città che non intendono aprire gli stadi al pubblico questa estate ci sono scorie della faida aperta dalla Superlega. Bilbao e Dublino usciranno dalla lista, forse anche Monaco e Londra avrà di sicuro almeno una partita in più, si sapeva, ma si pensava che andasse allo stadio del Tottenham. Invece no: Wembley. I club ribelli sono ancora nella lista nera. Il presidente Ceferin ha prima dato il bentornato a chi ha ammesso l’errore, poi ha detto che «ci si devono aspettare sanzioni». In Uefa esiste un’ala dura che vorrebbe vedere le dodici squadre punite. Anche se gli estremi legali esistono, è difficile che si arrivi davvero a un’esclusione dalla prossima Champions. Quel che è certo è a che a Ceferin non basta aver sventato il golpe, vuole assicurarsi che non si ripeta. Sono allo studio delle clausole più vincolanti e la minaccia di una punizione esiste più che altro per chi si ostina a ritenere la Super Lega viva e solo parcheggiata. Il Real Madrid e il Barcellona sono rimasti dentro al progetto, non hanno ancora staccato la spina. Rummenigge, che ha sostituito Agnelli come rappresentate dell’Eca (l’associazione per club) la pensa diversamente: «Non si può smettere di dialogare». — G.ZON.
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