Maran ai tifosi: credeteci anche voi

Grande momento della Triestina, il tecnico: «Raccogliamo i frutti di un lavoro cominciato un anno fa»
TRIESTE Alla fiera dei buoni propositi, prima della partenza per il ritiro per Ravascletto, l’allenatore Rolando Maran aveva buttato là una sorta di slogan al quale pochi avevano dato peso: «Quest’anno daremo fastidio a tutti, pesteremo i piedi a grandi e piccole squadre». Dopo le prime cinque giornate di campionato, con la Triestina ancora imbattuta e al secondo posto seppure in mezzo a un mucchio selvaggio, si scopre che il tecnico trentino non scherzava.


Ai miei giocatori avevo detto che volevo una squadra scomoda e battagliera, capace di farsi rispettare su qualsiasi campo. Ecco come bisogna essere per farsi largo in un torneo duro come la B», spiega Maran che questa volta si lascia attraversare da tutte quelle sensazioni positive che possono scaturire da una vittoria come quella di Salerno. Lui è il primo a rendersi conto che non è un successo qualsiasi ma che questi tre punti potrebbe diventare una tappa fondamentale nella stagione della Triestina perchè danno un’overdose di sicurezza e fiducia alla squadra e ai tifosi. Era da diciassette mesi che nessuno osava violare l’Arechi.


«Non vorrei passare per un fenomeno o per un presuntuoso ma ero sicuro che qui avremmo disputato una buona partita. Per dirla tutta immaginavo che avremmo avuto vita più facile in casa della Salernitana che al Rocco contro il Sassuolo. E difatti è andata proprio così». Ma Maran non vuole la patente di mago, la rispedisce subito al mittente. Spiega, anzi, che vittorie come quelle di Salerno vengono da lontano, da molto lontano. Sono state costruite con il tempo e con la pazienza.


«Adesso stiamo raccogliendo i primi frutti di un lavoro avviato all’anno scorso che è partito con tutti i crismi dopo il mercato di gennaio. Questo successo, quindi, fa parte di un graduale processo di crescita che coinvolge tutto il gruppo.All’interno della nostra squadra si respira davvero un bel clima e forse può essere questo il segreto di questa Triestina. C’è serenità e grande voglia di lavorare. Le ultime cinque partite della passata stagione non fanno testo, con la testa eravamo già in vacanza, ma prima avevamo costruito già qualcosa di importante, ossia le fondamenta di una Triestina in grado di uscire a testa alta da qualsiasi campo. Per questo motivo sia io che la dirigenza abbiamo insistito sul vecchio gruppo arricchendolo con alcuni giovani di valore e un paio di giocatori di esperienza.


«In questa intelaiatura hanno così trovato spazio anche giovani come Agazzi, Cacciatore e Cia, ma lo stesso Figoli è ancora un ragazzo. E’ uno che pur facendo la seconda punta non si risparmia mai. Ma mi raccomando, andate piano coi titoloni sul conto del nostro giovane portiere. Lasciamolo lavorare in pace... Naturtalmente scherzo, anche a Salerno ha dato dimostrazione di tutta la sua bravura con un paio di parate eccezionali. E’ anche un ragazzo molto a posto, non c’è pericolo che si gasi».


A Maran piacerebbe poter nascondere questa Triestina, non ha mai amato troppo i riflettori. Ha paura che l’ accechino Ma adesso come si fa? E soprattutto è lecito chiedersi e chiedergli, dove può arrivare un’Unione che vince e gioca con personalità nella tana della Salernitana? L’abbottonato Maran se la cava con una battuta: «Dobbiamo arrivare intanto in buone condizioni alla partita di sabato contro il Mantova...Ci aspetta un’altra battaglia. Parlando più seriamente dobbiamo attendere ancora un paio di mesi per capire dove possiamo arrivare e quali saranno le gerarchie del campionato».


Nell’aria c’è un profumo di play-off, come sta a indicare anche l’attuale posizione di classifica. E fra un paio di settimane sarà in campo anche un certo Granoche, convocato a Salerno per fare gruppo. «Sarebbe bello restare agganciati al treno delle prime, ma aspettiamo. Meglio non sbilanciarsi...»

Eppure i tifosi cominciano a sognare a occhi aperti. «Ai tifosi - chiude l’allenatore dell’Unione - chiedo di credere in questa squadra e di venire in gran numero allo stadio».

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