Maran: «Non cambio squadra per Vicenza»

TRIESTE
Finora si è dimostrato un timoniere molto abile a uscire dalle situazioni difficili. Per due volte la barca alabardata sembrava sul punto di perdere la bussola, eppure Rolando Maran ha fatto uscire dal cilindro due vittorie a sorpresa contro Spezia e Mantova, ritrovando ogni volta la rotta verso il centro classifica. Adesso arriva però lo scoglio Vicenza, un ostacolo di fronte al quale si saprà se la barca alabardata ha intrapreso davvero la giusta strada. Maran, cos’è che vorrebbe rivedere a Vicenza della Triestina che ha vinto contro il Mantova? «Direi che siamo stati affamati del risultato nella maniera giusta.


La voglia di vincere c’è sempre stata, sia chiaro, ma stavolta è stato messo qualcosa in più. Ma farlo una volta non basta, servirebbe a poco. Bisogna confermare quanto di buono dimostrato contro il Mantova, perché quello che conta in un campionato è la continuità». Incontrate sempre squadre in situazioni particolari: il Vicenza cerca ancora il primo successo. «Purtroppo è vero, ma anche se sarà alla ricerca della prima vittoria, il Vicenza non deve avere più stimoli di noi: anche noi sappiamo che dobbiamo tirare fuori il meglio. Piuttosto dobbiamo dimenticarci della vittoria col Mantova, ma conservare la voglia e la determinazione viste in campo sabato scorso».


L’assenza di Granoche può indurla a modificare l’intelaiatura della squadra? «Non credo, c’è Graffiedi che sta molto bene e quindi non c’è motivo di stravolgere l’impianto». Però in questa squadra dovrà pure cominciare a segnare qualcun altro oltre all’uruguaiano, vero? «Sicuramente sì, ma stiamo lavorando proprio in questo senso, perché anche altri riescano a ritagliarsi la maniera di andare in gol e salire alla ribalta». Spesso si vedono troppi lanci lunghi dalla retroguardia: non sarebbe meglio cercare di giocare di più? «Certo, bisogna migliorare su questo. Però attenzione, in certi momenti è proprio necessario far salire la squadra in questo modo e alzare il baricentro anche con lanci lunghi.


Fa parte della lettura della partita». A parte Granoche, potremmo davvero vedere la stessa squadra di sabato scorso? «Vedremo, la prova è stata positiva, ma è troppo presto per dirlo. Per preparare la sfida col Vicenza da qualche base dovevo partire, e allora sono partito da quella di sabato, ma poi ho provato anche altre cose. E ho la fortuna che sono in molti a star bene, e questo per me è certamente un bel segnale L’importante è che la squadra nel suo complesso continui nella strada giusta che abbiamo intrapreso». E l’idea che aveva di vedere Sedivec partire sulla fascia? «E’ un’ipotesi, anche se Sgrigna assicura una maggior profondità. Ma anche questo dipende da come prepareremo la partita». La tradizione alabardata al Menti non è favorevole: conta qualcosa? «Credo che quello conti poco.


A volte con una squadra mi è capitato di arrivare a una partita con una tradizione molto favorevole, e invece poi è andata male». Insomma, c’è fiducia di ritornare da Vicenza con qualche punto? «L’importante è trovare continuità nelle prestazioni, è questo che mi interessa. Un allenatore non può fermarsi solo al risultato, perché quello a volte dipende dagli episodi».

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