Marzini, “L’arancia nel cesto” tra trionfi, dolori e pionieri

TRIESTE Quasi 50 anni passati dietro un microfono, inseguendo un’arancia che rimbalza fra cronaca, politica e sport. Giovanni Marzini, da giornalista di vaglia, ha trovato da sè la sintesi migliore per presentare il suo “L’arancia nel cesto” (Prandicom edizioni, 250, pagine, 15 euro, proventi a favore della Fondazione Luchetta). Il volume, da domani in libreria, verrà presentato sabato alle 11.30 nella Sala Ridotto del Teatro Verdi e Marzini dialogherà con Massimo Cirri, autore e voce del programma cult Caterpillar, di Radio2 Rai.
Ne “L’arancia nel cesto”, naturalmente, non mancano lo sport e in particolare il basket raccontati nel tempo dalle colonne de Il Piccolo, via etere con i gloriosi pionieri di Radio Sound, e poi l’avventura televisiva, iniziata a Telequattro e proseguita alla Rai, a Rai Sport e alla direzione della Tgr Friuli Venezia Giulia. Ma anche il basket giocato, iniziando con il maestro Tullio Micol, e quello vissuto in 18 mesi da presidente della Pallacanestro Trieste.
Non solo sport, però. Episodi, aneddoti, tanti personaggi che hanno attraversato la storia di Trieste e della regione. La cronaca del terremoto del Friuli nel 1976, la vicenda di Eluana Englaro, la politica.
Qui sotto abbiamo sintetizzato alcuni passaggi. C’è però un momento, in questi 50 anni, che non può venir riassunto e nemmeno raccontato da altri. Tre capitoli intensi con gli occhi lucidi. Parlano di Marco Lucchetta.
RADIO SOUND
«Il manipolo di baldi giovani che coinvolsi nella primavera del ’76 attorno ai microfoni di Radio Sound 102, altro non era che la vecchia compagnia cresciuta sui banchi del liceo Oberdan, del Da Vinci e del Petrarca...Inventammo giornali radio, talk sportivi e di costume; regalammo agli sportivi l’ebbrezza di seguire in diretta le imprese delle squadre di calcio e basket, con le radiocronache via telefono di tutte le trasferte».
TELEQUATTRO
«Con il cuore in gola, la sudorazione ascellare solo in parte mascherata dalla pesante giacca scura, alle 20.30 di domenica 18 dicembre 1977, aprivo ufficialmente le trasmissioni in diretta di quella grande novità chiamata Telequattro toccato al sottoscritto, con una sorta di Domenica Sportiva che con pochissima fantasia avremmo battezzato Telequattrosport».
“PRESSING” E LOMBARDI
...«Lombardi si cucì addosso un’ora di programma nel quale il sottoscritto altro non era che un’umile spalla. E non potevo che stare al gioco. Il bello era che dietro di noi ovviamente nona vevamo uno straccio d’autore. A stento seguivo un canovaccio che non aveva neppure le parvenza da scaletta. Era improvvisazione allo stato puro: un susseguirsi di gag, aneddoti ed episodi che Lombardi pareva raccontarti alla stregua di segreti ma che alla fin fine altro non erano che invenzioni di sana pianta, solo lontanamente nate da fatti realmente accaduti».
IL PRESIDENTE
«Mi accorsi di aver risalito la fila di appassionati in coda per l’acquisto del biglietto per garatre tra Alma e Segafredo. Ci sarebbe stato il sold out con 24 ore di anticipo e avremmo potuto riempire un palazzo di almeno diecimila posti. Sì, ce l’avevamo proprio fatta: avevamo riacceso la febbre del basket in città, dopo l’epopea dell’Hurlingham lombardiana e della Stefanel targata Tanjevic. Potevamo guardare tutti dritti negli occhi, senza dover alzare lo sguardo con malcelata timidezza». —
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