Mauro: «Alma disposta a cedere le quote Per il prossimo anno da trovare 1,5 milioni»

L’ad della Pallacanestro Trieste è l’ospite su www.ilpiccolo.it della nuova puntata di “Aperitivo sotto canestro” 
Lasorte Trieste 30/04/19 - Il Piccolo, Aperitivo sotto Canestro, Gianluca Mauro
Lasorte Trieste 30/04/19 - Il Piccolo, Aperitivo sotto Canestro, Gianluca Mauro



Passato recente, presente e quello che si può prevedere del futuro. L’amministratore delegato della Pallacanestro Trieste Gianluca Mauro è l’ospite della nuova puntata di “Aperitivo sotto canestro”, sul sito de Il Piccolo www.ilpiccolo.it. Una presenza mai così importante in virtù del ruolo di tramite dello stesso Mauro con il dottor Andrea D’Ovidio, amministratore unico incaricato dal Tribunale per gestire il patrimonio Alma Spa. «Chiarisco subito che per presupposti e volontà Alma non farà più parte del progetto cestistico cittadino - è l’esordio di Mauro - C’è da parte del dottor D’Ovidio la massima apertura verso chi volesse acquisire le quote societarie (94,7%), nel rispetto di una realtà radicata nel territorio ma anche conscio di dover fare gli interessi della società, asetticamente e senza trasporti emotivi».

Fra incassi, iniziative e altre forme di sostentamento (vedi magliette “SiAMO Trieste”) la preoccupazione per chiudere la stagione sembra si stia affievolendo. Dei 600/700 mila euro mancanti, quanti ne occorrono ancora per il pareggio? «Premetto che siamo tutti molto sereni, ad oggi manca più o meno la metà di quella cifra, ma abbiamo tutti gli elementi per dire che chiuderemo senza affanni, pensando già all’anno prossimo, che è quello più complesso».

Per la stagione 2019/20, si cerca un budget sui 3 milioni di euro per salvarsi nella massima serie? «Io direi anche 4 milioni, perché bisogna prevedere anche qualche eventuale cambio in corsa o spese extra».

Si parte però da una base solida di oltre un milione fra incassi e abbonamenti e un pool di sponsorizzazioni. «La base su cui mi permetto di dare discrete certezze per il prossimo campionato è di circa 2 milioni e 200 mila euro, derivanti dal milione e duecento di abbonamenti e incassi e un milione da sponsorizzazioni varie che sono già garantite. Tutto questo senza calcolare iniziative importanti come quella “SiAMO Trieste” che sintetizza perfettamente la mia idea dell’azionariato popolare (detta in termini semplici)».

In sostanza, bisognerebbe trovare almeno un altro milione di euro...A proposito di “SiAMO Trieste”, è una innovativa forma di autosostentamento guardata con grande interesse anche dal resto d’Italia. Dove può portare? «Solo a Trieste può avere questi connotati, perché ci sono una passionalità unica e un’enorme risposta popolare. I dati iniziali sono entusiasmanti, ci sono i presupposti per materializzare un sogno che avevo quando ho preso in mano la società di basket, cioè di vedere fra molti anni la squadra in A1 con le forze economiche della città. Ritengo che credibilmente questo progetto debba essere considerato di supporto a ulteriori sponsorizzazioni di medio e grosso calibro. Poi, se i numeri andassero oltre le più rosee aspettative, ben venga…».

Gianluca Mauro cosa farà da grande? «Intanto continuo nel mio ossessivo lavoro per il bene della Pallacanestro Trieste che, come dicevo, arriva appena dietro la mia famiglia e davanti al sottoscritto. Poi, qualora il mio rapporto con Alma dovesse terminare, mi dovrò trovare un lavoro come tutti».

Per stemperare la recente polemica sulla diretta (poi rientrata) della partita di Brindisi sull’Allianz Wall in contemporanea a Triestina-Teramo, possiamo strappare una promessa che se l’Unione andrà in finale play-off potrebbe venir trasmessa la partita all’interno del palazzetto di via Flavia? «Perché no, se già prima non ritenevo sensato pestarci i piedi fra passioni sportive della stessa città, figuriamoci adesso. Si potrebbe fare…». —



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