Mensah: «Restare all’Unione è una gioia. Ora tocca a me»

TRIESTE
Con il prolungamento del contratto fino al 2021, firmato venerdì sera nella sede alabardata, la Triestina ha blindato Davis Mensah, rendendo ancora più saldo il rapporto dell’attaccante nato a Bussolengo con la squadra che l’ha lanciato nei professionisti dopo tanti anni di serie D nelle file della Virtus Vecomp. Una mossa opportuna quella della società alabardata, visto che Mensah andava in scadenza. Una mossa che ha fatto ovviamente felice anche lo stesso giocatore: «Sono contentissimo, era quello che volevo quando sono arrivato alla Triestina e qui voglio starci il più a lungo possibile. Ora tocca a me ripagare la società con i gol e le prestazioni». E a Mensah sembra davvero di vivere una favola, un momento che nemmeno immaginava fino a qualche anno fa: «Sì, è davvero tutto così bello. Se penso che anni fa vedevo alla tv la Triestina in serie B con Granoche in maglia alabardata, adesso condividere lo spogliatoio e giocare assieme a quello che è stato il bomber straniero più prolifico per la Triestina, è bellissimo, davvero tanta roba. E legarmi tre anni con questa società penso sia una delle cose più belle capitate nella mia vita ». Nell’estate 2017, Mauro Milanese ci ha visto bene a portare all’Unione quel giocatore veloce e irrefrenabile che aveva fatto penare i tifosi alabardati nel play-off di serie D contro la Virtus Vecomp. E Mensah ha subito conquistato i tifosi alabardati, facendo ammattire lo scorso anno le difese avversarie. In questo inizio di stagione ha incontrato qualche difficoltà in più, anche se sta crescendo e a Meda ha fatto un partitone. Ma l’attaccante ha una spiegazione anche per la partenza incerta: «L’anno scorso, venendo dalla serie D, mi ero allenato molto prima ed ero subito in forma, quest’estate invece ho avuto dei problemi al ginocchio, e non mi sono allenato al meglio. Poi una volta iniziato ho preso una botta col Rimini e poi il problema alla spalla con il Ravenna. Insomma un po’ di piccoli problemi fisici assieme, ma non ho mai mollato e ora sta andando bene». Inoltre Mensah ha una curiosa tesi, niente affatto banale, su come evolvono le prestazioni nelle partite: «Io penso che se tu inizi la partita con una bella giocata, poi scatta come una scintilla. Invece se sbagli qualcosa, poi un po’ ti deprimi e sei meno sereno nelle giocate successive. Come con il Monza, quando ho sbagliato subito. Con il Renate invece la rete segnata mi ha sbloccato. Ma ho avuto i miei compagni sempre vicini, siamo una bella squadra e ora arriva il bello». Un momento positivo che ora deve continuare, a partire da domani sera, quando al Rocco arriverà il Giana Erminio (inizio ore 20.30). Una squadra che secondo Mensah non va sottovalutata: «In questo girone non c’è mai una partita facile, ma se giochiamo da Triestina come sappiamo fare, soprattutto al Rocco che deve essere il nostro fortino, la partita la portiamo a casa. Dipende da noi. Il gruppo c’è, si è creata una bella integrazione fra i più esperti, come Lambrughi, Coletti e Bracaletti, ad esempio, e i più giovani. Loro ci insegnano come stare in campo, sono prodighi di consigli preziosi. E anche se ho già 27 anni, diciamo che sono arrivato nei professionisti un po’ tardi, per cui ho anch’io tanto da imparare». —
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