Mladost, ufficiale la separazione tra la società e il tecnico Caiffa

Una decisione presa di comune accordo tra le parti dopo due stagioni vissute tra il grande salto in Promozione e quindi l’amarezza della retrocessione
Doberdob (Gorica) - nogomet
Doberdob (Gorica) - nogomet



Non sarebbe corretto parlare di storia d'amore ai titoli di coda perché, a sentire le parole degli stessi protagonisti, il sentimento reciproco rimarrà sempre. E poi nel pallone certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano.

A oggi, però, è ufficiale la separazione consensuale fra mister Stefano Caiffa e il Mladost. Un commiato amichevole, una decisione presa di comune accordo «perché l'amicizia viene ancora prima del pallone» come spiega il direttore sportivo del club carsolino, Claudio Cadez.

I due si sono ritrovati, si sono guardati negli occhi, e hanno capito che quel biennio con la storica salita in Promozione e una salvezza sfuggita di poco così sarà forse irripetibile. E i cicli bisogna avere coraggio di chiuderli. Per la prossima stagione in Prima categoria, insomma, il Mladost dovrà pensare ad un altro allenatore.

«Sono state due stagioni importanti con mister Caiffa, culminate con il raggiungimento dello storico traguardo della Promozione, categoria non riuscita a mantenerla per tanta, troppa sfortuna con i numerosi infortuni di lunga durata. Più dei miracoli il mister non ha potuto far altro. Disputare a Doberdò un campionato di Promozione è stata una ciliegina, grazie soprattutto alla determinazione e al lavoro del tecnico, che è stato bravissimo sul piano tecnico ma anche impeccabile su quello umano: un vero gentleman e una persona capace di fare gruppo, alla quale vanno tutti i nostri più sinceri ringraziamenti per aver portato in alto il nome del Mladost. Lui qui sarà sempre il benvenuto. Ora ci attende una nuova avventura».

Lui, Caiffa, prima di mettere un punto sulla sua parabola a Doberdò aveva rifiutato anche solo di ascoltare alcune offerte - pare ben tre - per altre panchine. «Non mi sembrava corretto nei confronti di un ambiente che mi ha dato tantissimo. Ma quando ci siamo ritrovati per discutere il futuro, io e Claudio (Cadez ndr) abbiamo capito che probabilmente un percorso comune non era più possibile. E allora meglio salvare due cose: l'amicizia e il bel ricordo di questi due anni fantastici. Il Mladost e la sua gente saranno sempre nel mio cuore e, chissà, un giorno ci ritroveremo». —



Riproduzione riservata © Il Piccolo