Nella vittoria di Rimini Gautieri ci ha messo del suo azzeccando i cambi in corsa

TRIESTE. La vittoria di Rimini non è una manna caduta dal cielo ma un risultato costruito e difeso con i piedi per terra dalla squadra di Gautieri. Perché il tecnico ha ben presente che di questi tempi l’Unione non può permettersi di andare tanto per il sottile. Troppe le disavventure in questa prima parte di torneo, troppe le partite perse più che per la forza dell’avversario per la mancanza di equilibrio e di concentrazione degli alabardati.
Ma spesso la concentrazione è migliore quando arriva più ossigeno a muscoli e cervello. Senza voler nulla togliere ai meriti dei giocatori l’allenatore ci ha messo del suo apportando delle correzioni in corsa decisive per aiutare in campo i suoi ragazzi a tratti in sofferenza contro gli acerbi ma indubbiamente vivaci e dinamici riminesi.
La Triestina al Romeo Neri ha passato un brutto primo quarto d’ora. Il Rimini è partito con grande agonismo e con tante incursioni dalla fasce. Solo l’esperienza e la giornata buona di Offredi ha evitato uno svantaggio che sarebbe stato un bel guaio per la Triestina. Poi quando gli alabardati sono riusciti a prendere in mano la manovra hanno fatto vedere che lo schieramento con tre a centrocampo e un uomo alle spalle della punta è quanto di meglio attualmente disponibile. Un paio di azioni corali, compresa quella del gol di Granoche, stanno a dimostrare il buon lavoro fatto da Gautieri e dalla squadra in queste settimane. Ma le difficoltà del finale del primo tempo segnalano che il lavoro è ancora lungo. Difficoltà che tuttavia sono state ovviate con la scelta e il coraggio del tecnico di cambiare subito due pedine e l’assetto.
Lambrughi era in difficoltà nel contenimento a sinistra e allora dentro Ermacora. Al contempo l’inserimento di Gatto (per Procaccio) per proteggere il vantaggio con il 4-4-2 (e partire in contropiede) è stato molto utile e azzeccato. Insomma la novità del successo in terra romagnola è che si tratta di un risultato ottenuto con pazienza e non arrivato per caso.
Ma soprattutto la prestazione vittoriosa può dare ai giocatori la consapevolezza che la strada intrapresa ha un senso. A gennaio (mercato compreso) ci si aspetta una Triestina finalmente competitiva. Anche nei momenti difficili. —
C.Es.
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