Non solo salite e gambe sarà anche guerra di nervi

dall'inviato

CERESOLE REALE. Jan Polanc (Uae) ha tenuto, con tanta fatica, la maglia rosa, ora ha 2’25” di vantaggio sul connazionale ma già la tappa di oggi potrebbe essergli fatale. E la maglia rosa per Roglic? Calma. Calma.Vincenzo Nibali a fine tappa (ultimi 3 km al 9% percorsi a 16 km/h di media!): «Non collaborava, non voleva prendersi la responsabilità della corsa. Allora sono stato molto chiaro: se vieni a casa mia ti faccio fare una foto con i miei trofei… O dai una mano o la corsa alla maglia rosa te la sogni. Io il Giro l’ho già vinto due volte». Quella frase è l’essenza di un duello solo agli inizi. Lo Squalo ha capito che dovrà cercare di battere un avversario forte. Per questo ha usato parole di miele con la sua squadra. «Abbiamo fatto la corsa come volevamo – ha aggiunto – Pozzovivo è stato grandioso nel finale. Poi ho punzecchiato Roglic e allora ha cominciato a collaborare», ha detto il due volte vincitore del Giro (2013 e 2016).

Chi vincerà nel 2019? La cabala dà molte possibilità a Nibali, come leggete, ma per trionfare il siciliano dovrà usare anche intelligenza ed esperienza. E pure la leggerezza di chi ha già vinto due maglie rosa e molto altro. Leggerezza che potrebbe trasformarsi in pressione per il rivale, costretto ora a darsi da fare (non con una grande squadra, ieri è rimasto subito solo nel finale) per tenere a bada la mezza dozzina di corridori troppo vicini in classifica per dormire sonni tranquilli. Addy Engels, ds della Jumbo-Visma di Roglic è stato chiaro ieri dopo la tappa. «Primoz voleva correre in difesa, anche se ci sono avversari pericolosi». Vero. Zakarin gli è a 31”, Mollema a 41”, quindi sono davanti allo Squalo che è a 1’44”. Carapaz (Movistar) e Majka (Bora), ieri avvantaggiatisi nel finale sfruttando il dualismo dei due big, rispettivamente a 1’57” e 2’03”, Landa “solo” a 2’43”. «Io ho già vinto, se vuoi farlo tu, datti da fare». E se diventasse la frase must del Giro? —

A.S.

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