Pallacanestro, Pontoni: con un Medizza in più il tour de force spaventa meno

Dopo l’infortunio il lungo triestino sarà disponibile già contro Giulianova. Mercoledì 24 trasferta a Teramo, poi Roseto. Devil: «Entusiasta di ricominciare»
Devil Medizza
Devil Medizza

MONFALCONE. Dopo la sosta successiva alla fine della prima fase, e prima di quella pasquale, è in arrivo la settimana più intensa della stagione di serie B per la Pontoni Falconstar, giunta alla vigilia di un tour de force che inizia sabato 20 marzo con la gara interna con Giulianova (palla a due alle 19 al PalaPaliaga), proseguirà mercoledì 24 con la lunghissima trasferta di Teramo, e si chiuderà sabato 27 in via Baden Powell contro la corazzata Roseto.

Sono soprattutto i primi due impegni quelli più delicati per i biancorossi di coach Praticò perché saranno altrettanti scontri diretti nella seconda metà della classifica, tanto più importanti se si pensa che non ci sarà una gara di ritorno e dunque vincerli significherebbe automaticamente portare a favore il bilancio in caso di arrivo in parità. Serve dunque subito una Pontoni al top e con l'organico al completo, e da questo punto di vista il recupero di Devil Medizza è un toccasana per i monfalconesi che avranno nuovamente disponibile dopo 4 gare di assenza per infortunio muscolare il loro lungo più esperto e fisicamente dominante.

«Non vedevo l'ora di poter tornare in campo, restare fuori nel miglior momento della stagione sia a livello personale che di squadra è stato duro da digerire – racconta Medizza – avrei potuto rientrare a Vicenza prima della sosta ma è stato giusto non rischiare. Mi mancherà sicuramente un po’ di ritmo ma compenserò con l'entusiasmo».

Proprio a Vicenza si è visto come un giocatore delle caratteristiche di Medizza può mancare alla Pontoni: senza il gioco spalle a canestro del suo pivot e la capacità di farsi trovare sugli scarichi sotto le plance la Falconstar ha dovuto affidarsi pressoché esclusivamente al tiro dalla lunga distanza, con risultati negativi. In una seconda fase nella quale il pallone peserà ancora di più il dover puntare quasi tutte le fiches sulle percentuali da fuori sarebbe stato rischioso.

«Effettivamente per le mie caratteristiche riesco a dare una profondità al gioco che altri compagni con differenti qualità non riescono a dare e quindi completo il gioco della squadra – spiega il lungo triestino – sappiamo che ciò che abbiamo fatto nella prima fase non sarà sufficiente per ottenere il traguardo che ci siamo posti, ovvero la salvezza, e che dobbiamo migliorare sotto il profilo della concentrazione e della cura del dettaglio. La testa sarà decisiva, servirà un grande sforzo mentale per il prossimo mese e mezzo, questa è stata la prima richiesta del coach in vista del rush finale. Per il resto non ci saranno grandi novità negli schemi e nella parte tattica, quello che abbiamo costruito sin qui come sistema di gioco ce lo porteremo dietro fino alla fine, magari aggiornandolo ma senza cambi radicali».


 

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