Pallacanestro Trieste battuta senza storia da Tortona
Zero difesa, zero orgoglio, zero personalità, zero fame di vittoria. Cade 80-69 ma il divario in questo caso racconta poco.

CASALE MONFERRATO. Altro che passo indietro. In 40 minuti la Pallacanestro Trieste ne fa almeno cinque. Quelli delle ultime partite in cui avevca mostrato difesa, orgoglio, personalità, fame di vittoria. Ecco, prendete tutto questo e sottraetelo. Zero difesa, zero orgoglio, zero personalità, zero fame di vittoria. Cade 80-69 ma il divario in questo caso racconta poco.
Trieste rimane sullo sfondo

Al PalaFerraris di Casale Monferrato non serve nemmeno la suggestione del ricordo di uno dei momento più gloriosi della storia recente biancorossa. Tortona fa capire nitidamente perchè è meritatamente terza: senza due stranieri , fa scelte lucide, ci mette la garra, ha i tempi giusti in difesa, impone la sua legge dalla palla a due alla sirena finale. E Trieste per tutto questo tempo rimane sullo sfondo. Per venti minuti arranca ma almeno numericamente rimane in partita con un passivo in cifra singola.
Tifosi impagabili
Alla distanza, purtroppo, si smarrisce completamente. Il manipolo di tifosi al seguito, impagabili, reclama «Non mollare mai» ma a un certo punto Trieste sembra mollare del tutto. Ammettiamolo: si poteva arrivare meglio alla lunga pausa, magari dando fondo a tutte le energie fisiche e mentali visto che di tempo per rifiatare ce ne sarà a sufficienza. Era l’occasione per spremersi cercando un’impresa che forse sarebbe stata possibile per la Pallacanestro Trieste vista al PalaVerde o al Taliercio. Compito impossibile se invece in Piemonte va in campo la Pallacanestro Trieste in copia carta carbone di quella uscita bastonata da Verona.
Le scelte di Legovich

Legovich propone Terry nello startong five preferendo Ruzzier a Davis. Tortona è senza Macura e Harper, c’è Christon comunque annunciato non al top. E c’è anche Daum che sblocca il match colpendo da tre. Deangeli sull’ala Usa, Terry su Severini e Spencer su Cain. Tortona, per rimediare all’assenza di Macura, schiera l’artiglieria pesante mettendola sul piano fisico, di fatto con due ali forti e un centro e senza un vero 3. Trieste accusa il colpo pagando dazio a rimbalzo e subendo in difesa molto più che nelle ultime uscite (16-10 6’). Come da recente abitudine, acquietatosi Daum si sveglia l’ex Filloy. Il primo quarto si chiude 25-16, con i biancorossi in grande difficoltà nell’attaccare la difesa di Ramondino, costringendo gli avversari, con rotazioni forzatamente ridotte, a spendere due falli appena.
Lo sprazzo di Gaines
Trieste dal meno 10 di inizio del parziale successivo risale con uno sprazzo di Gaines ma Candi la ricaccia indietro. Time-out per i biancorossi che in 13 minuti hanno concesso già la bellezza di 35 punti ai piemontesi quando nelle ultime cinque partite ne concedeva 66 al quarantesimo...Legovich mette Bossi lasciando gli altri due play in panca, cambia poco. Tortona si esalta con uno scatenato Leo Candi (16 punti nel primo tempo), Trieste non dà segni di reazione, spesso in ritardo nelle chiusure difensive, senza idee nell’attaccare il canestro. 40-27 a metà del secondo quarto. I biancorossi limano parte del ritardo ma quando hanno il possesso per tornare concretamente sotto per due volte si ritrovano il braccino corto e i tiri non arrivano al ferro. Si scalda Bartley che nel primo tempo scrive 15 ma il ritardo rimane e i 50 punti incassati all’intervallo (contro i 41 triestini) sono davvero troppi. Otto palle perse, appena tre falli subiti in venti minuti, non proprio un tributo all’incisività…
Non va meglio al rientro
Non va meglio al rientro in campo, per Tortona è facile battezzare un attacco come quello triestino che vive sul solo Bartley. Le due torri se non possono liberare l’atletismo non portano punti alla causa, Ruzzier è insolitamente contratto. Sul meno 15 (60-45 26’) Legovich rimette Davis e Gaines per Michi e Deangeli. Ma è quasi impossibile trovare la quadratura del cerchio. Fuori Candi per tre falli non si può neanche tirare un sospiro di sollievo perchè entra e imperversa Filloy. Non c’è partita. Hai voglia a ruotare gli uomini, serve a niente. Grinta zero. Reattività zero, con Lever a tratti imbarazzante. Il terzo quarto si chiude sul 68-52. I 16 punti da recuperare, in queste condizioni, sembrano un oceano.
Il divario si allarga
Il divario si allarga. La Bertram si spinge a +19 sul 71-52, Trieste recupera fino al meno 12 (73-61) a cinque minuti dalla sirena ma quando ha il possesso per poter tornare a sperare si impappina. Muore anche l’illusione di riaprirla. Il PalaFerraris stavolta è amarissimo, altrochè
Riproduzione riservata © Il Piccolo








