Pallacanestro Trieste, chiarezza e dignità guardando al domani
Queste parole sintetizzano al meglio il pensiero della tifoseria biancorossa e per certi versi anche il sentimento di un gruppo di professionisti che giustamente pensano solo a giocare,

SOCIETA’, CHIAREZZA E ONESTA’. SQUADRA, ORGOGLIO E DIGNITA’. LA VOSTRA GENTE CI SARA’. Tutte in maiuscolo, sono queste le PAROLE DELLA SETTIMANA. Le hanno scritte sabato sera su un lungo striscione i ragazzi della nord al Pala Rubini.
E meritano questo riconoscimento perché sintetizzano al meglio il pensiero della tifoseria biancorossa e per certi versi esprimono anche il sentimento di un gruppo di professionisti che giustamente pensano solo a giocare, cercando di isolarsi da un contesto che resta nebuloso nell’imbarazzante silenzio di una proprietà che evidentemente non può e non vuole fare…CHIAREZZA.
Ecco perché meritano una standing ovation i protagonisti dell’impresa di sabato contro Trento: i “muli” triestini, mischiati alle star dell’NBA e non solo, guidati da un coach che ha scelto la prima sul legno di casa per costruire la partita quasi perfetta e forse blindare quei play-off che gli infortuni in serie di un’infermeria mai vuota rischiavano di compromettere.
E ci hanno quindi pensato loro - quegli stessi tifosi che anche grazie a qualche generosa colletta hanno girato l’Europa per non lasciar soli i loro beniamini nella coppa che cala il sipario stasera - a scrivere a chiare lettere cosa pensano. Ecco da dove nasce quel grido di dolore che è anche sprone ed incitamento. Non è solo mettere un … “dito nella piaga” (il festival di Sanremo c’entra poco, tranquilli); vuole essere quel non far finta di niente con il quale si cerca di silenziare un problema destinato a deflagrare, probabilmente tra qualche mese.
E a pensarci bene, le parole di quello striscione sono un monito ed un appello che vale anche per l’altra faccia dello sport di casa nostra, precipitato domenica dopo una lenta agonia nel purgatorio di un dilettantismo che stride con il blasone, la storia, la tradizione e lo stadio di questa città! Perché CHIAREZZA ed ONESTA’ sono quanto di più lontano si è respirato nelle proprietà che hanno accompagnato l’Unione verso il baratro dove è precipitata con studiata velocità.
Ecco perché quello striscione può diventare il manifesto di un programma che la città deve darsi se vuole ancora contare qualcosa nel panorama dello sport professionistico di un Paese, per altro abbastanza malandato. Il futuro della Trieste sportiva che si aggrappa oggi ai cosiddetti “sport minori” deve iniziare da subito per tenere in vita e far crescere anche calcio e basket, con orgoglio e dignità. Ma anche e soprattutto, con chiarezza e onestà.
Post scriptum. Nel frattempo, tuffiamoci pure con malcelato orgoglio negli sport con cifre a nove zeri. Perché la dedica del ritrovato Jannik al giovanissimo amico Kimi sul gradino più alto del podio in Formula Uno resta l’immagine più bella della domenica sportiva.
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