La Pallacanestro Trieste e quelle domande senza risposta: il futuro si costruisce ora
Il titolo di Trieste potrebbe restare in città: ma a che prezzo, con quali nuovi proprietari, tecnici e giocatori, è tutto ancora da capire

Dopo il tragicomico epilogo della stagione 2025/26 dell’Unione, si avvicinano i titoli di coda anche per la nostra amata Pallacanestro Trieste. Quanto manca alla fine? Del campionato intendo, non della storia biancorossa, tranquilli. Per quella le pagine da scrivere saranno ancora tante, da sfogliare almeno sino a inizio estate.
Ma nel complesso, per lo sport di vertice alabardato sarà il caso di prendere lo spunto dall’esercito verde della Bavisela e iniziare ad andare di CORSA, inevitabile parola della settimana. Perché il futuro si costruisce ora, non certo a Ferragosto.
Scusate allora la monotonia, ma la precedenza va anche per questa settimana al basket. Ci attende domenica il derby dei titoli sportivi “ballerini”. Quello di Cremona ha già addosso i colori di Roma, con tanto di grazie e saluti alla generosità della Ferramenta Vanoli che negli anni ha regalato titoli e tante gioie alla città delle 3 T. Quello di Trieste vive invece ancora nel limbo dei “si dice”, con qualche spiraglio tutto da decifrare nell’assordante silenzio di un proprietario che si fa vivo al massimo per qualche smentita. Facciamo un po' d’ordine? Proviamoci.
Siamo arrivati a maggio e certezze sul progetto Nba Europe, che stava al centro della partenza di Matiasic verso Roma, ancora non ce ne sono. Se non l’ipotesi che lo sbarco americano nel vecchio continente possa slittare addirittura alla stagione ‘29/30, per di più in accordo con l’Eurolega. Non c’è fretta quindi e lo stesso proprietario di Trieste sta giustamente valutando di andare per piccoli passi.
La voglia di Roma c’è sempre, ma senza scontrarsi con la cordata Nelson che, grazie al titolo sportivo acquistato da Cremona, sta già costruendo la squadra per giocare la A/1 nella capitale l’anno prossimo. Paul Matiasic da parte sua avrebbe avviato (condizionale d’obbligo, come sempre) proficui colloqui per affiancare come socio il munifico patron della Virtus Roma, prima in classifica nel secondo girone della serie B e super favorita per la promozione in A/2.
Progetto pluriennale, per arrivare nella massima serie in tempo utile per iscrivere lo storico club romano nella Nba europea. Cosa vuol dire tutto ciò? Che il titolo di Trieste potrebbe restare in città. A che prezzo, a quali condizioni, con quale struttura, con quali nuovi proprietari, con quali tecnici e giocatori… è tutto ancora da capire. Ma sarebbe cosa buona e giusta iniziare ad andare di corsa sin da adesso.
È questo forse l’unico modo per dar voce a quel “Tutto questo non può finire” che è stato il mantra delle ultime settimane, disperato appello di una tifoseria che chiede aiuto alla città, alle istituzioni e alle sue forze economiche. Chi è disposto ad ascoltarlo si faccia avanti. Di corsa però!
Riproduzione riservata © Il Piccolo










