Pallamano, ultimi appelli. Pernic: «Non può finire così»

Gli Under 15 aspettano di giocare le finali nazionali meritate sul campo. I messaggi di Cavaliero e Pribaz. Il pivot biancorosso: «Combatterò sempre per questo club»



Ore decisive in casa Pallamano Trieste alla vigilia della scadenza dei termini per l'iscrizione alla prossima serie A. Tra stasera e domattina la società deciderà il suo futuro, ad attendere notizie, oltre ai giocatori della prima squadra, i tanti ragazzi che animano la vita del settore giovanile biancorosso. «In questi giorni mi è capitato di passare a Chiarbola mentre si allenavano gli Under 15 che, tra qualche giorno, devono partire per le finali nazionali - raccontava Giorgio Oveglia - Hanno letto che la partecipazione della squadra è in dubbio e, giustamente, non mi guardavano con particolare affetto. Non ho potuto dir loro nulla ma hanno ragione, al loro posto farei altrettanto».

In attesa di sviluppi ci sono, naturalmente, anche i giocatori della prima squadra che rifiutano l'idea di interrompere bruscamente il loro rapporto con la Pallamano Trieste ma devono fare i conti con la realtà. «Ho visto sulla pagina Facebook della società il messaggio di sostegno che Daniele Cavaliero e Maurizio Pribaz ci hanno lasciato - racconta Alex Pernic - Per chi come me ama questo sport ed è legato alla Pallamano Trieste è un motivo d'orgoglio. Ho cominciato a giocare a nove anni, adesso ne ho 27. Due terzi della mia vita li ho passati a Chiarbola, l'idea che tutto possa terminare da un giorno all'altro, francamente, mi sembra incredibile».

Tra ieri e oggi la dirigenza biancorossa sentirà i giocatori per valutare la disponibilità degli stessi a cominciare la stagione senza adeguata copertura economica. Si chiede un sacrificio, l'ennesimo, per poter procedere all'iscrizione. Nella riunione prevista in serata si farà il punto della situazione e si prenderà la decisione definitiva. In questo senso chiara la risposta di Pernic. «Per quanto mi riguarda - conclude il pivot biancorosso - accetterei di partire al buio. Per i 50 anni della società avevo in mente un altro finale e l'idea di chiudere tutto alla vigilia di un appuntamento così importante è qualcosa che non mi va giù. Come giocatore, per uscire da questa impasse posso fare poco ma la disponibilità a continuare a combattere per la mia Trieste ci sarà sempre». —

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