Peruzzo: «Mai un San Luigi così La D? Parliamone a fine gennaio»

TRIESTE
«Ci sono delle buone premesse per ipotizzare un salto di categoria in serie D, ma per favore, riparliamone a fine gennaio».
Emozionato, anche un po' impaurito, Ezio Peruzzo, lo storico presidente del San Luigi, fa fatica a tenere a bado l'entusiasmo di una squadra e di una società che mai così bene avevano fatto in 67 anni di attività calcistica. «Mercoledì sera, nella partita di Coppa, abbiamo affrontato il Lumignacco, una squadra costruita per vincere l'Eccellenza. Ad un certo punto non hanno più visto la palla. Abbiamo preso un gol in seguito ad una ripartenza su fuorigioco netto. Siamo rimasti in dieci. Abbiamo comunque vinto 4-1. Credo sia la partita più bella che abbia mai vissuto da presidente del San Luigi», racconta Peruzzo.
Il sodalizio biancoverde può vantare il settore giovanile più grande della provincia triestina con oltre 200 tesserati. Nel febbraio è stato completamente rimesso a nuovo il manto erboso del campo a 11. Da sempre via Felluga è sinonimo di serietà. Ma in tanti anni il San Luigi non è mai riuscito a fare quello che invece sono riusciti a fare Ponziana, San Giovanni e Kras Repen: giocare in serie D. Dopo otto partite la squadra è prima in campionato con sette vittorie e un pari.
Due giorni fa i biancoverdi hanno annientato il Lumignacco mettendo una seria ipoteca per giocare per il secondo anno consecutivo la finalissima di Coppa Italia. «Pensavo che l'anno scorso avessimo raggiunto il top. Campionato pazzesco con quinto posto finale, vittoria della Coppa e della Supercoppa d'Eccellenza. E invece quest'anno stiamo facendo ancora meglio. Ci sono partite in cui mostriamo agli avversari l'abc del calcio», aggiunge Peruzzo.
Ma chi potrebbe fermare questa folle splendida corsa verso un campionato semiprofessionistico? Il presidentissimo fa un nome: «La Pro Gorizia. Sono reduci dalla promozione, hanno entusiasmo, un pubblico numeroso e hanno una città e un Comune alle spalle».
Il fenomeno San Luigi non è casuale. Parliamo di una squadra fatta da giocatori triestini con degli attributi non comuni a tutti. Una squadra costruita con sapienza dall'esperto direttore sportivo Maurizio Cespa. Che può contare su dirigenti come il prezioso Gianpaolo Cottiga e il factotum Valter Gridel. E poi c'è lui, il mister di Coppe, Luigino Sandrin. «Senza nulla togliere a chi ha allenato il San Luigi prima di lui, Sandrin è di una spanna superiore. Prepara gli allenamenti come non ho mai visto fare, fa ruotare tutti i giocatori e anche atleticamente sa gestire i ragazzi alla perfezione», ammette Peruzzo.
In via Felluga, la vetta non sta provocando vertigini. Anzi. L'ambiente è sereno e non vi sono pressioni. Il bel e concreto gioco espresso dai ragazzi di Sandrin è frutto di un gruppo di persone che senza troppi proclami lavora serenamente aspettando di fare il punto della situazione tra qualche settimana e capire se questa D sarà stata solamente un sogno oppure se diverrà un traguardo da centrare.
Riaggiorniamoci a fine gennaio. —
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