Prandin ad “Aperitivo sotto canestro” «Il pubblico mi commuove ancora»
TRIESTE. «Trieste ha disputato un campionato pazzesco da neopromossa e merita di giocare questi play-off». A Bobo Prandin brillano ancora gli occhi quando deve parlare della Pallacanestro Trieste. Il legame tra il play-guardia veneto e la città dove ha disputato stagioni indimenticabili rimane fortissimo. Nell’ultima stagione Prandin è stato tra gli artefici della promozione di Roma in serie A («con me c’era anche Aristide Landi, migliorato rispetto all’esperienza triestina») ma concluse quelle fatiche è tornato a Trieste per tifare per i vecchi compagni di squadra.
Doveroso, quindi, invitarlo alla nuova puntata di “Aperitivo sotto canestro”, il magazine de Il Piccolo dedicato esclusivamente al basket su www.ilpiccolo.it. Bobo Prandin in occasione dell’ultimo impegno casalingo di Trieste nella stagione regolare era tornato all’Allianz Dome insieme a Stefano Bossi, Giga Janelidze e Federico Loschi. «Per me è stato bellissimo ritornare e anche gli altri amici hanno avuto la stessa sensazione. Incredibile come da parte dei tifosi si avverta ancora la riconoscenza per la vittoria nel campionato di A2 della scorsa stagione. Non credo accada altrove, l’affetto di questo pubblico è commovente».
Un affetto peraltro che ha circondato Prandin durante tutta la sua avventura in biancorosso. «Sulla mia esperienza potrei scrivere un libro. Ho trovato la squadra ideale nel posto ideale. Il pubblico di Trieste ha un proprio metro per valutare i giocatori: non si sofferma tanto ad apprezzare i valori tecnici quanto quello che un atleta mette in campo. Per guadagnarsi l’ammirazione dei tifosi bisogna davvero mettere l’anima».
Uno degli interrogativi alla vigilia della serie A era come Trieste sarebbe riuscita a conservare la propria identità di squadra con un roster rinnovato e con sei stranieri. Questa la risposta di Prandin: «Invece il coach e i compagni rimasti sono riusciti a trasmettere questo spirito di gruppo anche ai nuovi. E la società è stata brava a puntare su professionisti seri».
Una battuta anche su Cremona. «A parte Trieste, la Vanoli è stata una delle sorprese del torneo insieme a Sassari e Brindisi». —
R.D.
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