Pro Gorizia, Pro Cervignano e Ronchi contrarie a giocare

GORIZIA

Per il momento non tornano in campo nemmeno per gli allenamenti le formazioni isontine e della Bassa, dalla Pro Gorizia al Ronchi, fino alla Pro Cervignano. E, anzi, l’orientamento sarebbe quello di non farlo più per questa stagione, a fronte dell’assenza delle condizioni per riprendere la stagione.

«Senza pubblico e senza chioschi aperti non si riprende, e viceversa, se tutti i giocatori e i dirigenti devono sottoporsi al tampone e le società devono sanificare gli spazi, come si potrebbe pensare di aprire le porte al pubblico? Semplicemente non si può», commenta il presidente della Pro Gorizia Franco Bonanno. Sul fronte propriamente sportivo, poi, secondo Bonanno un campionato senza retrocessioni risulterebbe ancor più falsato. «A quel punto chi gioca contro le ultime della classe, prive di motivazioni e obiettivi, potrebbe vincere facile, magari affrontando formazioni imbottite di giovani – osserva il patron biancoazzurro – mentre chi ha un calendario pieno di partite contro le prime della classifica verrebbe penalizzato». Netta anche la posizione della Pro Cervignano. «Riprendere gli allenamenti in vista di un ritorno in campo? Non ci pensiamo nemmeno – dice mister Gianni Tortolo –. Stanno chiudendo le scuole, i bar, i ristoranti: come possiamo pensare di riprendere a giocare?». Per Tortolo, allora, se proprio si deve trovare qualche squadra per la D, che la si scelga tra coloro che faranno richiesta di salto di categoria.

«Parlare di ritornare a giocare mi sembra quasi irrispettoso – dice anche Stefano Gregoratti, tecnico del Ronchi –, se non altro nei confronti di chi sta facendo i salti mortali per restare a galla con il lavoro, o per evitare rischi di contagio in famiglia. Invece ragionerei sulla possibilità di ripartire, magari con la Coppa Italia, se ci saranno le condizioni, in estate, in modo da dare un po’ di ristoro alle casse dei club, e riavvicinarsi allo sport». —

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