Ramagli si presenta alla Gsa E come modello di crescita Pedone fa l’esempio di Trieste
UDINE. Con la presentazione ieri al “Carnera” del tecnico livornese Alessandro Ramagli, alla sua ventesima stagione in serie A, è iniziato ufficialmente il nuovo corso dell’Apu Gsa in vista del suo terzo campionato di A2. Preceduto da una solida fama di motivatore e di cultore del gioco sull’asse play-pivot, Ramagli, dichiaratosi onorato di poter lavorare in una piazza di grande tradizione e competenza come Udine, non ha fatto proclami, limitandosi ad assicurare che il suo gioco sarà basato in primis sull’equilibrio di squadra e sul carattere. «Ci giocheremo ogni possesso con lo spirito giusto» ha sottolineato, mentre il presidente Alessandro Pedone gli ha chiesto due cose, il consolidamento e la crescita del gruppo che a grandi linee è destinato a subire radicali mutamenti. Reduce da due campionati dall’esito opposto, la promozione in A della Virtus Bologna e la successiva, negativa esperienza di Pistoia, Ramagli ha chiesto giocatori in grado di comprendere appieno la mission societaria, consapevole delle difficoltà di un mercato in cui i pezzi pregiati, soprattutto i play e i centri, sono merce rara. Come esempio di consolidamento e di crescita ottimale cui fare riferimento, il presidente Pedone ha citato Trieste, con al timone da molti anni un coach affidabile come Dalmasson e un nucleo di giocatori immutato. —
Edi Fabris
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