Richard maestro di tattica Roglic, il (duro) attendista
9 CARAPAZ La mamma, per la prima volta arrivata in Europa dal suo Ecuador ha detto: «Questa è una vittoria nata nel lavoro dei campi». Richard Carapaz ha stupito tutti. Si sapeva che aveva un gran motore, visto il quarto posto 2018, ma ha dimostrato anche un’intelligenza tattica da veterano, altro che 26enne. I suoi capolavori sono due: lo scatto a Ceresole Reale e la fuga per la maglia rosa nel finale della tappa di Courmayeur, o del Monte Bianco come dice lui. E a Frascati reagisce da campione alla caduta del giorno prima recuperando già secondi e vincendo la tappa. Ingaggio alla Movistar: nemmeno 200 mila euro l’anno, l’Ineos per il 2020 gliene ha già offerti 1,5. Asta in vista.
8 NIBALI Ormai da anni da solo regge il ciclismo italiano. Potesse, crediamo, tornerebbe indietro e non farebbe a guerra di parole con Roglic, ma inseguirebbe a fondo l’ecuadoriano a Courmayeur. Per il resto è stato il solito grande combattente, con anche una condizione superlativa. Ci fossero stati Gavia e prima una tappa di montagna al sud?
7 ROGLIC È vero corre sulla difensiva e, aveva ragione Nibali, così rischia di perdere anche il podio. Ma a crono ha dato spettacolo e si è dimostrato un cagnaccio duro reagendo alle avversità nella tappa di Como. Cala alla distanza e non fa la differenza nell’ultima crono, come peraltro gli era accaduto al Tour 2018.
6,5 LANDA “Gregario” fedele, anche se i rivali “gufavano” affinché non lo fosse. Ma avete visto come andava forte in salita? Peccato che, complici le solite crono, ha dovuto rimandare i sogni di gloria. Andrà alla Bahrain al posto di Nibali. Sarà l’ultima occasione per recitare il ruolo di primo attore.
8 CICCONE Sempre all’attacco. Si prende il tappone del Mortirolo e la maglia blu. È una delle (poche) speranze dell’Italbici. Correre alla Trek con Nibali nel 2020 farà la differenza e lo farà diventare corridore da classifica?
8 ACKERMANN Aspetti Viviani ti ritrovi questo tedescone che vola in volata e quando vola a terra (nella tappa di Modena) non gli passa per la testa di andarsene a casa ma continua e si prende la maglia ciclamino all’ultimo assalto.
9 ANDRONI Se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Masnada, re di San Giovanni Rotondo, Vendrame, Cattaneo, Frapporti, Belletti. Sempre all’attacco i Savio Boys. Vorrebbero cancellarli i piccoli team, sono il sale del ciclismo.
9 I GREGARI Valerio Conti, a lungo maglia rosa, Damiano Caruso (di lusso, per Nibali), i Movistar, Cataldo e Cima, vincitori di tappe meravigliose, Haga super nella crono finale. Che bellezza.
8,5 MOVISTAR Eusebio Unzue sapeva di avere per le mani uno squadrone. La vecchia volpe delle ammiraglie, anche senza l’esperienza di Valverde, ha messo sé uno squadrone che ha controllato la corsa a piacimento. Carretero e Amador quanto hanno tirato? Se poi Landa e Carapaz si abbracciano (con Nibali) alla fine della tappa del Monte Avena, eccolo il capolavoro di strategia completato.
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