Roselli: «Pavanel era già un leader in campo»

Il tecnico che aveva guidato l’Unione nella stagione 1996-97: «Gli alabardati hanno qualità e intensità di gioco»



. Sono passati oltre vent’anni da quando Giorgio Roselli, dal 1995 al 1997, allenò quella Triestina che sul campo aveva come capitano e leader Massimo Pavanel. Domenica i due si incroceranno, uno sulla panchina della Sambenedettese e l’altro su quella dell’Unione. Una carriera, quella di Pavanel come tecnico, che Roselli ha sempre dato per scontata proprio ricordando quegli anni: «Si dice che i leader in campo saranno gli allenatori di domani - afferma l’attuale tecnico della squadra marchigiana – ebbene per me lui era il mio leader in campo, sia per l’esperienza che per il gioco che esprimeva. Era un po’ quello che trasmetteva sul campo le mie indicazioni alla squadra, in pratica era già allenatore lì».

Ma anche alla prova dei fatti, con il lavoro pratico in panchina, Pavanel ha dimostrato poi di saperci fare: «Ha fatto benissimo da allenatore nelle giovanili del Verona - dice Roselli - mi sembra di ricordare un po’ il percorso di Gasperini, che ha fatto una lunga esperienza con le giovanili della Juve, prima di cominciare a fare ottime cose con il Crotone. Ha anche l’età giusta per fare il salto di qualità, lo scorso anno ha fatto bene, certo quella di Trieste è un’esperienza tosta visto che lì lui è di casa. Ma sta confermando anche in panchina quanto di buono faceva in campo. Ci sono affezionato, lo sento spesso e tifo sicuramente per lui, a parte ovviamente per la partita di domenica e per quella di ritorno».

Quanto a Trieste, Roselli la ricorda sempre con enorme piacere: «Mia moglie è una di mare essendo di Nervi, da calciatore mi ha seguito solo a Pescara, Bari e Taranto, ma da allenatore l’ha fatto solo a Trieste perché c’era il mare. E ora a San Benedetto. A parte questo, credo che Trieste sia uno dei più bei posti in tutti i sensi, anche per lavorare nel calcio, perché in settimana ti lascia lavorare in pace e poi la domenica si trasforma quasi in una piazza del sud».

Ma adesso c’è la stretta attualità e la sfida di domenica al “Riviera delle Palme”. Con una Sambenedettese che da quando è arrivato Roselli in panchina, si sta riprendendo alla grande: «C’era una situazione particolare – racconta il tecnico – con una squadra rivoluzionata. Ma ora i ragazzi stanno dando davvero tutto, cosa che ci ha permesso di battere la Feralpi, una vittoria che ci ha tirato un po’ su. La cosa bella è che una squadra che era in clamorosa difficoltà, anche nelle prime partite con me, ora può giocarsela con le grandi. C’è una rosa un po’ ristretta, e questo con i tanti impegni ravvicinati che ci aspettano, potremmo però pagarlo». Dall’altra parte, Roselli vede una Triestina con qualità diverse dalle altre: «Quella alabardata è una grande un po’ particolare. È ben organizzata come le rivali ma corre di più: ha giocatori di categoria, ma ha qualcosa in meno sul piano dell’esperienza, ma è più brillante grazie ai giovani, è un mix interessante che unisce qualità e quantità. Le altre che abbiamo appena incontrato, Pordenone e Feralpi, sono forse più smaliziate ed esperte, ma hanno meno intensità». —



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