Sabatino: «Ho scelto la Triestina senza esitazione»

Il nuovo terzino sinistro si presenta: «Pavanel mi ha apprezzato ad Arezzo, qui mi aiuterà a migliorare ancora»

TRIESTE

Dopo Arezzo, Massimo Pavanel l’ha voluto con sè anche in questa nuova avventura alabardata. E già questa dovrebbe essere una solida garanzia. Sergio Sabatino, 30 anni, siciliano di Corleone con l’esperienza di ben nove stagioni in serie C, è il mancino che vuole portare in alto la Triestina.

Sabatino, con quale spirito arriva in alabardato?

Con una grandissima voglia di fare un bel campionato. Trieste è una piazza ambita da tutti, è stata la prima chiamata che ho avuto dal calciomercato e l’ho valutata subito, senza aspettare altre proposte. La Triestina rappresenta un club top per la categoria, non avevo bisogno di aspettare niente altro, ero già al massimo.

Pavanel ha insistito per portarla a Trieste: che ne pensa?

Il rapporto con il mister è ottimo, è normale che se sono a Trieste è per quello che ho fatto sul campo ad Arezzo. A lui è piaciuto e ritiene che posso dare una mano anche qui. E io non posso che esserne contento.

Che tipo di tecnico è?

Oltre a essere un ottimo allenatore è una splendida persona che riesce a riunire nello sport quelli che sono i valori principali. È uno che non molla mai, se ad Arezzo ne siamo venuti fuori in mezzo a tante difficoltà, tantissimo merito va a lui.

Ma anche a lei, visto che ha vinto il premio come miglior giocatore della stagione aretina.

Per me sono stati 4 anni importanti e aver ricevuto un premio così prestigioso prima di andarmene, è motivo di orgoglio. Ma adesso la testa è totalmente concentrata sulla Triestina: voglio migliorarmi rispetto allo scorso anno, sono in una fase della carriera in cui voglio ottenere di più.

Lei ha una grande esperienza della serie C: cosa caratterizza questa categoria?

Per quello che ho visto io, vince sempre chi ha un grande gruppo e mette il cuore oltre l’ostacolo: spetta a noi e al mister crearlo. È una categoria nella quale il valore tecnico non è la cosa più importante, le partite più che con la tecnica si vincono con la voglia di prevalere e dando sempre il massimo.

Ha giocato terzino ma non solo: qual è il suo ruolo preciso?

Nasco come terzino sinistro vero e proprio, ma ad esempio lo scorso anno sono stato un jolly: ho giocato nella difesa a tre, ho fatto il quinto di centrocampo, ho giocato terzino. Col tempo e la maturità ho appreso la capacitò di ricoprire più di qualche ruolo, e questo è un punto di forza.

Le sue caratteristiche?

Mi sento di darmene soprattutto una: cerco di non mollare mai. Fino a quando reggono gambe, fiato e cuore, in campo dò il massimo.

Con che ambizioni partirà la Triestina?

La società ha detto che vuole migliorare la classifica dello scorso campionato ed entrare nei play-off. A me interessa vedere che la società si sta muovendo con largo anticipo rispetto alle altre, significa che il progetto è molto serio. Milanese poi lavora tantissimo e sono fiducioso che la Triestina possa fare un buon campionato. —



Riproduzione riservata © Il Piccolo