San Siro si accende per la sfida tra Higuain e Cristiano Rolnaldo

MILANO
La differenza di punti in classifica è tanta. Ma a San Siro il fascino di Milan-Juventus resta intatto. Al match d questa sera (ore 20.30) le due contendenti arrivano l’una con molte assenze (anche se ci sarà Higuain) e l’altra con qualche certezza in meno dopo la sconfitta in Champions contro il Manchester United. Il Milan rilanciato da 5 vittorie in 6 partite è un bell'esame per la Juventus reduce dalla prima caduta della stagione, probabilmente senza conseguenze ma che comunque ha fatto rumore. «Per noi è stata la prima sconfitta da aprile e sento già dire un sacco di cose...», ironizza Allegri. Per lui l'imprevisto ko è stato figlio solo «dell'emotività. Il pareggio ci sembrava già ingiustizia per come era andata la partita, così siamo stati poco lucidi e, per cercare di ritornare in vantaggio, non abbiamo capito il momento della partita».
A San Siro la capolista vuole fare riparlare di sé in positivo: «Dopo la sconfitta con il Manchester ci siamo rimasti male, ma più che di reagire c'è bisogno di continuare a fare come abbiamo fatto finora. È vero che rispetto all'anno scorso abbiamo segnato 7 gol in meno, 24 contro 31, ma a fine 2017 nel conto c'era finito il 6-2 di Udine». Probabile il rientro di Mandzukic: «Ha giocato la finale dei Mondiali, doveva recuperare, mentali più che fisiche». Sono disponibili Douglas Costa e Bernardeschi, l'unica inamovibile è, ovviamente, CR7.
Sull’altra sponda er Gattuso è difficile prevedere le mosse di Allegri, suo capitano prima, allenatore poi, e ora rivale. «Ha giocatori che danno la sensazione di non sudare nemmeno, e Cristiano Ronaldo ha dato più mentalità e tecnica. Con tutti i problemi che abbiamo, ce la giochiamo a testa alta. Nel calcio può succedere di tutto» è il ragionamento di Gattuso che almeno ha recuperato Higuain, pronto a stringere i denti per affrontare la sua ex squadra. L'argentino dovrà «stare tranquillo e godersi la partita con tutta la squadra, da solo può fare ben poco», ha raccomandato l'allenatore, che solo a poche ore dalla partita scioglierà gli ultimi dubbi, anche se non restano tante alternative per i ko di Musacchio, Biglia, Caldara e Bonaventura nonché gli acciacchi di Cutrone e Calhanoglu. Incidenti a catena che costringono ad agire sul mercato, anche se Gattuso sul tema è sempre ermetico: «La società farà qualcosa, come in estate, quando ero il terzultimo a sapere. Ma è giusto così, io devo perdere le energie ad allenare la squadra».
Che intanto ha reagito. «Gli infortuni l'hanno ricompattata, vedo lo spirito che mi piace, fra i giocatori non c'è preoccupazione ma coesione», ha raccontato l'ex mediano che nel 2007 innervosì non poco Ronaldo con una marcatura asfissiante.
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