Sarri cerca il primo trofeo alla guida della Juventus

epa08080096 Juventus' head coach Maurizio Sarri gestures during the Italian Serie A soccer match UC Sampdoria vs Juventus FC at Luigi Ferraris stadium in Genoa, Italy, 18 December 2019. EPA/LUCA ZENNARO
epa08080096 Juventus' head coach Maurizio Sarri gestures during the Italian Serie A soccer match UC Sampdoria vs Juventus FC at Luigi Ferraris stadium in Genoa, Italy, 18 December 2019. EPA/LUCA ZENNARO

RIAD. Maurizio Sarri non ne fa mistero: per la Juventus la Supercoppa (fischio d’inizio contro la Lazio alle 17.45 ora italiana qua a Riad, capitale dell’Arabia Saudita) è una partita «importante», alla quale tiene «in modo particolare». La prima volta, del resto, non si scorda mai e, anche se il tecnico giura di sentire la sfida «come le altre finali», la possibilità di alzare il primo trofeo in bianconero rende ancora più speciale la gara contro la Lazio, l'unica squadra a essere riuscita in questa stagione a battere Ronaldo e compagni.

«È un avversario forte tecnicamente e fisicamente e in una gara secca è ancora più pericoloso», avvisa il tecnico bianconero, che con la vittoria punta «all'utopia della perfezione» perché così «saremo sempre scontenti e avremo sempre ragioni per migliorare». E la sua Juve, dice, «può migliorare tanto», una sensazione che, non nasconde, lo diverte: «Sì, ultimamente in allenamento e partita mi sto divertendo, perché la squadra sta cercando di giocare il calcio che ho proposto e perché possiamo crescere ancora nonostante i difetti», compreso quello dei troppi gol subiti. «Messa così sembra si prenda un gol ogni cinque minuti - smorza le critiche Sarri -: nelle ultime tre partite abbiamo preso due gol, di cui uno al 95' sul 3-0...».

I bianconeri comunque, di errori, ne stanno facendo, e Sarri non lo nasconde: «Abbiamo cambiato molto in termini di altezza difensiva e stranamente prendiamo gol quando siamo bassi. È una cosa che mi viene difficile da capire e dobbiamo lavorarci», dice il tecnico toscano, che scherza quando i giornalisti gli chiedono se anche per lui tattiche e schemi siano cavolate, come affermato da Massimiliano Allegri: «Spero non se ne accorgano i presidenti, altrimenti i nostri salari diminuirebbero parecchio», è la battuta con cui liquida l'argomento, senza sbilanciarsi sulla formazione che manderà in campo e sull'impiego o meno del tridente contro la Lazio. —



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